C’è un momento dell’anno in cui molte strade tornano a riempirsi, le case rimaste chiuse per mesi, riaprono le finestre e nei piccoli centri si incontrano volti che durante l’anno vivono altrove. È il tempo dei ritorni. Agosto, soprattutto in molte realtà del Sud Italia, non è soltanto il mese delle vacanze. È il periodo in cui chi vive lontano per studio o per lavoro torna nel luogo in cui è cresciuto, ritrova la famiglia, gli amici di sempre e quelle abitudini che sembravano dimenticate. Un sentimento che quest’estate ha trovato anche la sua colonna sonora.

“Al mio paese”, il brano interpretato da Serena Brancale insieme a Levante e Delia, sta conquistando il pubblico proprio mentre migliaia di persone percorrono, in senso contrario, la strada fatta mesi o anni prima per lasciare la propria terra. Non è difficile capire perché una canzone che parla di radici riesca a trovare terreno fertile proprio in questo periodo dell’anno. Perché tornare al proprio paese, non significa soltanto trascorrere qualche giorno di vacanza. Significa ritrovare luoghi che appartengono alla propria storia, tornare nei bar e nelle piazze conosciute da ragazzi, incontrare persone che magari non si vedevano da un anno e riscoprire sapori, dialetti e tradizioni che la distanza non è riuscita a cancellare.

Per molti piccoli centri il mese di agosto rappresenta anche un momento particolare. Paesi che durante l’anno devono fare i conti con lo spopolamento e con la partenza delle generazioni più giovani tornano improvvisamente a vivere. Le piazze si riempiono, le feste patronali diventano occasioni di incontro, le famiglie si ricompongono almeno per qualche giorno. Dietro questa immagine estiva, però, c’è anche una realtà che merita attenzione: quella di tante persone che hanno dovuto lasciare il proprio territorio per costruire altrove il futuro professionale e personale.

Il ritorno estivo assume così un significato che va oltre la vacanza. Diventa il momento in cui si ricuce, almeno temporaneamente, quel legame con la terra d’origine. Ed è forse anche qui che si può cercare una delle ragioni del successo di “Al mio paese”. La musica riesce a trasformare un’esperienza individuale in un sentimento collettivo: quello di chi è partito senza dimenticare da dove viene.

Non serve necessariamente essere nati in un piccolo paese per riconoscersi in questa sensazione. Ognuno ha un luogo che considera casa: una città, un quartiere, una strada, una piazza. E ogni estate, mentre milioni di italiani si mettono in viaggio verso località nuove, ce ne sono tanti altri che scelgono una destinazione conosciuta da sempre. Quella da cui, almeno una volta, sono partiti. Perché alcune strade servono per andare lontano. Altre, prima o poi, ci riportano a casa.
Ottavia Lavino