Il tecnico giallorosso tratta molti temi in un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport in cui parla anche del sogno scudetto

Quando parla Gian Piero Gasperini sono tutti pronti ad ascoltarlo nell’ambiente romano e così, le parole rilasciate nell’intervista a La Gazzetta dello Sport venerdì 4 settembre, sono molto interessanti e vanno ascoltate in tutto e per tutto. Il Gasp parla di molti temi, dal sogno scudetto, ad alcuni singoli come ad esempio Malen e Dybala ma anche il neo-arrivato Rodrigo Mora e la voglia di battere (finalmente) la “sua” Atalanta e l’Inter, fino al racconto della simpatica sceneggiata come Oronzo Canà per festeggiare la Champions conquistata a Verona.

Il sogno scudetto

La prima domanda è proprio questa e riguarda il fatto che la Roma possa inserirsi nella lotta scudetto e quale sarebbe la reazione di Gasperini se sentisse alcuni suoi calciatori parlarne: “I sogni non si soffocano mai – spiega Gasperini -. L’importante è sapere che, quando suona la sveglia, la realtà è un’altra cosa. Poi, se vivi la realtà nel modo giusto, puoi anche farla combaciare con i sogni. Ma non sono discorsi da inizio settembre”. “La passione c’è sempre stata – aggiunge ancora il tecnico giallorosso – ora vedo entusiasmo, ma maturo, consapevole. Più di quanto si creda fuori Roma”, perchè  i romanisti “Conoscono il calcio. Oggi sono tifosi soddisfatti. È la mia grande gratificazione”.

La voglia di restare

Gasperini poi parla del mancato arrivo di Grenwood e Summerville: “A giugno, pensavo che avessimo risolto i problemi con i soldi della qualificazione in Champions. Quando abbiamo provato a prendere Greenwood e Summerville, ho capito che non era così. L’estate è stata una tortura, rivedere di continuo le idee di mercato e rinunciare a ragazzi che erano entusiasti di venire alla Roma, per ragioni di monte ingaggio. La proprietà, compatibilmente ai paletti finanziari, ha fatto tutto il possibile. E comunque, il mio rammarico è stato compensato”.  Gli viene chiesto da cosa ed ecco la sua risposta: “Dalla voglia di restare di un gruppo di ragazzi, giovani e meno, che si sono tagliati lo stipendio e hanno messo davanti a tutto l’amore per la maglia e per la piazza: Dybala, Hermoso, Mancini, Cristante, Pellegrini, Lulli… Questo spirito è la nostra forza. Non succede ovunque”.

Malen e Dybala

Il discorso si sposta poi sui due giocatori che in questo inizio di campionato hanno dimostrato di essere complementari tra loro Donyell Malen e Paulo Dybala. Un aspetto che si era già visto nelle occasioni in cui due avevano giocato insieme nella scorsa stagione e che ha dato un’ulteriore conferma in queste prime due giornate. Gasperini quindi, spiega cosa lo abbia fatto innamorare calcisticamente di Malen: “Il primo tocco, con cui si crea lo spazio. Con il secondo si prepara, col terzo spara. Mi sono detto: se sposto quei tre tocchi vicino alla porta, diventa letale. Infatti…” e allora viene chiesto al tecnico romanista dove possa ancora migliorare l’olandese. “Mantenere la fame – dice secco Gasperini – anche se ha già segnato due gol. Si può sbagliare, ma c’è modo e modo. A Lecce l’ha fatto con troppa leggerezza” ma in ogni caso “se insidia il record dei 36 (gol ndr) di Higuain, non mi sorprende”.

Su Dybala invece, spiega come lo stia gestendo e quanto sia stato importante per lui aver svolto tutta la preparazione con il gruppo: è forte, sta bene. Ci sono parole che odio: preservare, risparmiare, riposare… Io chiedo a Paulo: “Vuoi giocare ancora?”. Se mi risponde “Sì”, lo tengo dentro anche sul 4-0 per noi. Mai fermare un ragazzo che si diverte e giocare. Quante ne ha saltate Messi?”.

Battere (finalmente) l’Atalanta

Essendo alla vigilia di Roma-Atalanta, 3^ giornata della serie A 26/27, Gasperini risponde ad una domanda sull’importanza di vincere una partita dopo il pari e la sconfitta della scorsa stagione: “Sarebbe ora…” spiega il tecnico romanista che definisce la Dea “la ex” di cui è ancora “innamorato” e tale appunto si definisce lui che aggiunge: “Ci siamo lasciati al momento giusto. Io rischiavo di appiattirmi, la Roma mi ha dato nuovi traguardi. Qui sono felice”. Poi dice che la formazione bergamasca è “fortissima” e “con il potere economico di una big”. “Come lo scorso anno, resta un punto di riferimento. Sapevo che se fossimo finiti davanti alla Dea, avremmo avuto buone chance di Champions, perché da 8 anni la Roma finiva sempre dietro all’Atalanta”.

Le cene con Totti e Gattuso

A Gasperini viene anche chiesto se andasse a cena con Gennaro Gattuso, attuale allenatore della Lazio. “Nella settimana del derby meglio di no…  – scherza il tecnico giallorosso -. Ma a cena con Rino ci andrò di sicuro, mi piace molto. Così come tornerò presto a tavola con Totti. Per me questo è il calcio: confrontarsi, parlare, ascoltare. Stare bene insieme”.

La festa alla Oronzo Canà

L’ultimo aneddoto invece riguarda la scorsa stagione e il modo in cui lui e i ragazzi hanno festeggiato la qualificazione Champions della Roma. Gasperini racconta così il post Verona: “Oronzo Canà è il patrono di noi allenatori – dice aggiungendo – quando abbiamo conquistato la Champions, abbiamo rifatto la scena. I giocatori mi hanno portato in trionfo e io dicevo: “Mi avete preso per un coglione!”, Mancini rispondeva: “No, mister…”, e io: “Sì, mi avete preso per un coglione! Lasciatemelo!”…”.