Le parole del presidente di Uncem Lazio, Achille Bellucci, rappresentano un riconoscimento importante di una realtà che non può essere riscritta: i dieci anni di commissariamento delle Comunità montane sono tutti ascrivibili alle amministrazioni di centrosinistra e alla stagione della Giunta Zingaretti. È questo il dato politico da cui bisogna partire quando si parla del governo delle aree interne del Lazio».

Lo dichiara il consigliere Flavio Cera, presidente della I Commissione consiliare permanente Affari costituzionali e sicurezza della Regione Lazio, replicando alle dichiarazioni di Achille Bellucci.

«Per anni – prosegue Cera – il centrosinistra ha lasciato le Comunità montane in una condizione di progressivo svuotamento, commissariamento e incertezza istituzionale. Oggi, finalmente, anche da Uncem arriva il riconoscimento che la Regione Lazio ha imboccato una strada diversa. Bellucci parla di “risanamento e resurrezione” delle Comunità montane e definisce positivo il percorso avviato dall’assessore Righini. È un riconoscimento che prendiamo atto con soddisfazione».

«La Giunta Rocca – sottolinea Cera – non si è limitata a denunciare ciò che non funzionava: ha messo risorse e strumenti sul tavolo. Nel 2026 sono stati stanziati 8,05 milioni di euro per il funzionamento delle Comunità montane, la cifra più alta degli ultimi dieci anni, e con la legge regionale 4/2024 è stato avviato un concreto percorso di riordino. Non sono slogan, ma atti amministrativi e risorse destinate ai territori».

«Il punto politico è semplice – conclude Cera –: mentre il centrosinistra ha lasciato per un decennio le Comunità montane dentro una lunga stagione commissariale, il centrodestra sta lavorando per restituire loro funzioni, risorse e rappresentanza democratica. Il rilancio delle aree interne non si fa con la nostalgia per ciò che non ha funzionato, ma restituendo ai territori strumenti di governo, servizi e prospettive. È questa la direzione intrapresa dalla Giunta Rocca e sulla quale continueremo a lavorare».

«Se oggi possiamo parlare concretamente di rinascita delle Comunità montane, è perché la Regione ha scelto di affrontare un problema che per troppo tempo era stato semplicemente rinviato», conclude Cera.