Almeno 2,5 miliardi di euro da destinare alla lotta contro il cancro, nuove restrizioni sui prodotti a base di tabacco e nicotina e un accesso più equo agli screening e alle cure oncologiche in tutta l’Unione Europea. Sono alcune delle principali richieste avanzate dalla commissione parlamentare per la sanità pubblica (SANT) del Parlamento europeo, che lo scorso lunedì 28 settembre 2026 ha approvato una risoluzione sulla valutazione del Piano europeo di lotta contro il cancro.
La risoluzione votata in commissione sanità pubblica punta a rafforzare le politiche europee di prevenzione, diagnosi e trattamento, intervenendo sulle disuguaglianze ancora esistenti tra gli Stati membri. Sul fronte delle risorse, gli eurodeputati chiedono che il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione Europea preveda almeno 10,05 miliardi di euro per la sanità, di cui 2,5 miliardi specificamente destinati alle iniziative contro il cancro. Merita sottolineare che la prevenzione rappresenta uno dei pilastri della strategia proposta. La commissione chiede un aggiornamento urgente della legislazione europea sul tabacco, estendendo le norme anche alle sigarette elettroniche, ai prodotti a tabacco riscaldato e alle bustine di nicotina.
Tra le misure indicate figurano l’introduzione di confezioni neutre, restrizioni sugli aromi particolarmente attrattivi per i giovani, l’obbligo di dichiarare gli ingredienti e il divieto di vendita online di prodotti contenenti nicotina ai minori. Previsto anche un aumento delle accise minime su tutti i prodotti a base di tabacco e nicotina. Un altro capitolo riguarda il consumo di alcol. Gli eurodeputati sollecitano una revisione della strategia europea, con informazioni sanitarie obbligatorie e chiaramente visibili sulle etichette delle bevande alcoliche, campagne di sensibilizzazione e misure per limitare l’esposizione alla pubblicità. Per i minori viene, inoltre, proposta una strategia orientata al consumo zero di alcol.
Sul piano alimentare, la risoluzione sostiene l’introduzione di un’etichettatura nutrizionale obbligatoria e armonizzata a livello europeo, da riportare sulla parte anteriore delle confezioni e basata su evidenze scientifiche. Particolare attenzione viene riservata alle disparità nell’accesso alle cure oncologiche. La commissione parlamentare chiede di garantire ai cittadini europei pari opportunità di screening, diagnosi e trattamento, indipendentemente dal Paese o dalla regione di residenza. Gli screening per i tumori al seno, alla cervice uterina e alla prostata dovrebbero rimanere prioritari, mentre i sistemi di intelligenza artificiale clinicamente validati potrebbero essere integrati nei programmi nazionali di prevenzione.
Tra gli obiettivi indicati figura quello di garantire, entro il 2030, l’accesso ai centri oncologici nazionali di riferimento al 90% dei pazienti. Per migliorare la disponibilità dei farmaci, viene inoltre suggerito il ricorso ad acquisti congiunti volontari tra Stati membri. Infine, la risoluzione parlamentare affronta anche il tema della qualità della vita dei pazienti e delle persone guarite dal cancro. Le richieste comprendono maggiori strumenti per il reinserimento lavorativo, la riabilitazione, il sostegno psicologico e la piena applicazione del cosiddetto diritto all’oblio oncologico, volto a evitare discriminazioni legate a una precedente diagnosi. Per i pazienti pediatrici viene chiesto un migliore accesso alle cure transfrontaliere, ai trattamenti innovativi e alle sperimentazioni cliniche.
La risoluzione si inserisce in un contesto sanitario particolarmente rilevante: il cancro rappresenta attualmente la seconda causa di morte nell’Unione Europea e si stima che circa un cittadino europeo su due riceverà una diagnosi oncologica nel corso della propria vita. Le richieste approvate dalla commissione sanità pubblica costituiscono un indirizzo politico per rafforzare il Piano europeo di lotta contro il cancro, ma non introducono automaticamente nuovi obblighi legislativi per gli Stati membri.
Rosaria Anna Gerardi
