Portare la prevenzione cardiovascolare più vicino ai cittadini e rafforzare il collegamento tra ambulatori, specialisti e ospedali. È la priorità indicata dal Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, intervenuto ieri a Roma al convegno “Ieri, oggi e domani: tradizione, innovazione, futuro della cardiologia”, dedicato alla storia e alle prospettive della Cardiologia dell’Ospedale Grassi.

Promosso dalla dottoressa Sabina Ficili, responsabile della Cardiologia della ASL Roma 3, l’incontro ha affrontato il rapporto tra i progressi della disciplina e le esigenze dell’assistenza. Un confronto che, accanto all’innovazione scientifica, ha posto al centro la capacità dei servizi sanitari di accompagnare il paziente dalla prevenzione alla cura. “Guardare al futuro significa continuare a innovare, senza perdere di vista il valore della prevenzione, della competenza e della relazione di cura con il paziente”, ha dichiarato Aurigemma. Il presidente ha ringraziato Ficili, la direttrice generale Laura Figorilli e il personale del Grassi, richiamando la necessità di sostenere il lavoro quotidiano di medici, infermieri e operatori sanitari attraverso strumenti adeguati, valorizzazione delle competenze e percorsi assistenziali efficaci.

Il passaggio di maggiore rilievo sul piano delle politiche sanitarie ha riguardato il rapporto tra le strategie europee e la loro applicazione locale. Richiamando il proprio intervento al Comitato Europeo delle Regioni sul piano “Cuori sicuri”, Aurigemma ha indicato nella diagnosi tempestiva e nei servizi di prossimità due elementi centrali per la tutela della salute cardiovascolare. “Le strategie europee devono tradursi in azioni concrete nei territori: più informazione e prevenzione, diagnosi tempestive, servizi di prossimità e una migliore integrazione tra medicina territoriale, specialisti e ospedali”, ha sottolineato.

In questa prospettiva, il ruolo delle Regioni riguarda anche la possibilità di ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi, rendendo prevenzione e cure più vicine alle persone. Il confronto sul futuro della cardiologia del “Grassi” si inserisce così in una questione più ampia: tradurre il progresso scientifico in percorsi di assistenza accessibili e coordinati, capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini.