L’Europa punta a rendere l’alta velocità ferroviaria una vera alternativa agli spostamenti aerei, ma per farlo deve superare un sistema di collegamenti ancora frammentato, soprattutto alle frontiere e nelle regioni periferiche. È questo il messaggio che arriva dal Parlamento Europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo, che martedì 20 ottobre 2026 ha approvato a larga maggioranza una serie di raccomandazioni per accelerare lo sviluppo della rete ferroviaria ad alta velocità dell’Unione. Il testo, votato in Aula con 558 voti favorevoli e 23 contrari, rappresenta la risposta dell’Eurocamera al piano d’azione presentato dalla Commissione Europea nel novembre 2025.
L’ambizione è costruire, entro il 2040, un sistema ferroviario capace di collegare in maniera più rapida ed efficiente le principali città europee, rendendo gli spostamenti internazionali più semplici e accessibili. Una trasformazione che, secondo gli eurodeputati, non può però concentrarsi esclusivamente sulle grandi capitali, lasciando indietro i territori meno serviti. La sfida è soprattutto quella di ridurre le distanze tra il centro e la periferia dell’Europa. Per questo il Parlamento Europeo chiede che la futura rete includa anche i principali poli urbani regionali e i collegamenti strategici con i paesi confinanti. In maggior dettaglio, dove non sarà possibile realizzare linee dirette ad alta velocità, dovranno essere garantite coincidenze efficienti con il resto del sistema ferroviario.
Un ruolo centrale spetta al completamento della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), il grande progetto infrastrutturale con cui Bruxelles intende migliorare la connessione tra i territori dell’Unione Europea. Gli eurodeputati chiedono di individuare le tratte mancanti, recuperare i collegamenti abbandonati o sottoutilizzati e intervenire soprattutto sui passaggi transfrontalieri, ancora tra i principali ostacoli alla costruzione di un mercato ferroviario europeo realmente integrato.
Le ambizioni infrastrutturali dovranno, tuttavia, fare i conti con la disponibilità delle risorse. Il Parlamento insiste sulla necessità di garantire finanziamenti europei sufficienti, prevedibili e di lungo periodo, chiedendo alla Commissione che il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione Europea, relativo al periodo 2028-2034, riservi un sostegno adeguato allo sviluppo dell’alta velocità. Tra gli strumenti da preservare e rafforzare figura il Connecting Europe Facility, ovvero il programma europeo dedicato al finanziamento delle infrastrutture strategiche.
Accanto ai cantieri, c’è poi la questione dei costi per i viaggiatori: rendere il treno competitivo significa infatti intervenire anche sul prezzo dei biglietti, che rischia di rappresentare una barriera all’accesso alla mobilità. L’Eurocamera invita, quindi, governi e operatori ferroviari a introdurre tariffe più accessibili, agevolazioni e abbonamenti, con particolare attenzione al contrasto della povertà dei trasporti. Un altro nodo riguarda la trasparenza delle offerte. Il Parlamento Europeo sostiene il lavoro legislativo avviato dalla Commissione Europea sul nuovo pacchetto per i passeggeri, che dovrebbe rendere più semplice individuare, confrontare e acquistare biglietti ferroviari anche per i viaggi internazionali.
Il percorso verso una rete europea dell’alta velocità parte da investimenti già significativi: dal 2014, oltre 100 miliardi di euro di fondi europei sono stati destinati a progetti infrastrutturali ferroviari. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa spesa in una rete realmente integrata, capace di superare i confini nazionali e offrire ai cittadini un’alternativa di trasporto più efficiente e sostenibile.
Rosaria Anna Gerardi
