E’ il vescovo della Diocesi di Albano Monsignor Vincenzo Viva a mandare un messaggio di augurio per le festività natalizie.
“Nella notte di Natale di quest’anno, il Santo Padre Francesco aprirà la Porta Santa nella Basilica di San Pietro in Vaticano, dando inizio al Giubileo del 2025. Una porta che si apre nel buio della notte come segno di speranza e invito alla fiducia. Essa è simbolo di Cristo stesso che ci incoraggia ad incontrarlo e ricevere da lui grazia e perdono: «Io sono la porta», ci dice Gesù nel Vangelo, «se uno entra attraverso di me, sarà salvato». Contemplando questo bambino adagiato nella mangiatoia, scopriamo allora una verità sconcertante: Dio non si è limitato a visitarci dall’alto, ma ha scelto di immergersi completamente nella nostra condizione umana. Ha voluto sperimentare la fragilità della crescita, le gioie e i dolori delle relazioni, persino il dramma della morte. Non è venuto per cancellare la nostra umanità, ma per mostrarci come viverla in pienezza. In un mondo che spesso ci spinge a fuggire dalla nostra fragilità, cercando rifugi illusori in realtà virtuali o in un individualismo esasperato, il presepe ci ricorda che è proprio nella nostra umanità condivisa che incontriamo Dio. Non dobbiamo cercare altrove: è qui, nella vita quotidiana delle nostre relazioni, nelle nostre fragilità accolte e condivise, nei gesti di cura reciproca che si manifesta il divino. Certo, le sfide non mancano: viviamo tempi segnati da conflitti apparentemente insanabili, da fratture sociali che si allargano, da un’arroganza sprezzante che minaccia il futuro stesso del pianeta. Eppure, proprio in questo contesto, il Bambino di Betlemme ci ricorda che Dio non ha smesso di credere nell’umanità. Anzi, continua a scommettere su di noi, chiamandoci a riconoscerci fratelli e sorelle in Lui. Natale significa proprio questo: abitare l’umano con tutti i suoi drammi e le sue speranze. Un uomo che ha veramente abitato l’umano con lo spirito del Vangelo è stato Don Giovanni Merlini, Missionario del Preziosissimo Sangue, che il prossimo 12 gennaio sarà proclamato Beato nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Questo sacerdote, fedele collaboratore di San Gaspare del Bufalo, ha lavorato tanto proprio nel territorio della nostra diocesi e perciò siamo particolarmente grati per la sua prossima beatificazione. Il suo motto: «La rivoluzione più potente non è quella delle armi, ma quella dei cuori» risuona come un programma di vita per il nostro tempo. Anche noi oggi abbiamo bisogno di questa «rivoluzione silenziosa», nella consapevolezza che ogni autentico cambiamento nella società può nascere solo da un profondo rinnovamento interiore. Il mio pensiero va in modo particolare alle famiglie provate dalla malattia o dalle difficoltà economiche, ai giovani in cerca di orientamento, agli anziani che vivono la solitudine, a chi si sente escluso o emarginato. Il Natale porti a ciascuno la certezza che nessuna situazione umana è estranea a Dio, che in Gesù ha scelto di condividere fino in fondo la nostra condizione per trasformarla dall’interno. Buon Natale e buon Anno Giubilare”.
