Si è svolta il 6 agosto alle ore 11:00, presso l’Università Lumsa di Roma, la conferenza a presentazione del Manifesto denominato “Cristiani all’appello per il disarmo e la conversione nucleare”. Un invito accorato, sentito e partecipato, accompagnato da un sentimento di speranza e da una volontà di impegno futuro. Una forma di lotta non violenta contro la violenza stessa, contornata dal desiderio di trasformare un potere distruttivo in una forza creatrice. La conferenza si è svolta in una data deliberatamente non casuale, quella dell’ottantesimo anniversario del bombardamento di Hiroshima, avvenuto il 6 agosto 1945. A introdurre il convegno è stato il Magnifico Rettore della Lumsa, nonché storico e politologo, Francesco Bonini, il quale ha sottolineato l’importanza di tenere a mente i ricordi storici come moniti nei riguardi delle azioni presenti, in special modo in riferimento al clima di tensione che aleggia sui movimenti geopolitici contemporanei. Nel corso del convivio sono intervenute anche figure di spicco del panorama etico e religioso che hanno reiterato il rincuorante appello posto come premessa dell’incontro stesso. Nello specifico, gli interventi sono stati di Giuseppe Rotunno, attuale Presidente del “Comitato per una civiltà dell’amore”, del Monsignor Gianni Fusco e dell’Ingegner Antonino Giannone, Presidente dell’associazione “Umanesimo ed etica per la società digitale”. Ad affiancarli anche il Presidente nazionale del movimento giovani UCID Benedetto della Site. “Purtroppo non impariamo mai bene da quanto è avvenuto nel passato” questo ha affermato il Monsignor Fusco durante l’intervista avvenuta prima dell’inizio della conferenza. “L’energia nucleare”, ha poi dichiarato, “non è necessariamente un male, poiché può diventare simbolo della creatività dell’uomo”. Allineate profondamente a questo pensiero anche le dichiarazioni di Giuseppe Rotunno, che si è detto fiducioso nella possibilità di trasformare l’energia nucleare, usata principalmente per scopi bellici, in energia di vita, in macchina creatrice di un futuro più fertile e prospero. L’Ingegner Giannone, a tal proposito, ha affermato l’importanza, ormai sempre più strutturale, di trasformare la competizione sviluppatasi con l’espansione del possesso di ordigni nucleari in cooperazione totale, capace di trasformare l’impiego della fissione nucleare in volontà di progresso e alleanze internazionali. Gli interventi hanno affermato che mai come ora è importante spingere per questa alleanza internazionale; in un mondo dilaniato dai conflitti, dalle guerre e dai tentativi di sopraffazione reciproca da parte dei principali attori politici mondiali, è importante ricordare il valore intrinsecamente prono al progresso dell’amore e dell’unione reciproca. In particolare, il Presidente Rotunno ha affermato che il mondo intero, esaminando la propria memoria storica, dovrebbe prendere spunto dall’Accordo INF siglato nel dicembre del 1987 dai Presidenti Ronald Regan e Michail Gorbaciov: un sudato negoziato, culminato nel vertice di Reykjavik del 1986, che ha contribuito, negli anni di massima tensione tra le allora due superpotenze globali più temute, alla de-escalation definitiva della Guerra Fredda grazie all’eliminazione degli ordigni nucleari, favorendo in questo modo un periodo di pace per il mondo intero. È fondamentale ricordare, studiare e agire, questo è il tema centrale emerso dalla conferenza: una chiamata alla pace, una chiamata all’amore, che possa far breccia nel cuore dei giovani, ma che ancor di più possa aiutare le nuove generazioni a guidare il mondo verso una nuova era di pace e prosperità.
Damiano Lalli
