Mentre il mondo dibatte se l’intelligenza artificiale ruberà posti di lavoro o scriverà poesie meglio di Leopardi, Tirana fa di più: nomina un avatar ministro. Diella, così si chiama, non ha volto umano, non dorme, non prende bustarelle. È il Primo Ministro digitale della storia, titolare degli Appalti Pubblici. E non è un assistente, non è un consulente. È lei o meglio, è esso a decidere chi vince le gare, a valutare le offerte, a firmare i contratti. Con un click. Senza occhiate, senza telefonate, senza favoritismi. Almeno sulla carta. Edi Rama, Premier albanese, non ha perso tempo a spiegare il perché: “Vogliamo un sistema incorruttibile”. Parole forti, da un paese che fino a ieri era sinonimo di tangenti, appalti truccati, clientele di regime. Ma Rama non scherza. Diella esisteva già dal 2022, nascosta nel portale e-Albania, a rispondere alle domande dei cittadini, a smistare pratiche, a snellire la burocrazia. Ora sale di grado. Diventa autorità. E con lei, l’Albania diventa laboratorio mondiale di una nuova forma di Stato: lo Stato algoritmico.
La macchina non ha emozioni, non ha amici, non ha debiti. Analizza dati, incrocia numeri, segnala anomalie. Se un’offerta è sospetta, lo dice. Se un’azienda ha precedenti, lo ricorda. Se un bando è scritto male, lo corregge. Tutto in tempo reale, tutto tracciabile, tutto accessibile. Per la prima volta, forse, un ministero non ha segreti. Chiunque, da Tirana a New York, può entrare nel sistema e vedere come e perché una decisione è stata presa. Non c’è più spazio per le “zone grigie”. O almeno, così promette Rama. Ma attenzione. Non è tutto oro quel che luccica. Diella è intelligente, ma non è infallibile. Gli algoritmi possono avere pregiudizi, possono sbagliare, possono essere manipolati. Chi controlla chi programma Diella? Chi risponde se un errore costa milioni allo Stato? Chi garantisce che i dati che mangia siano puliti, non inquinati da interessi nascosti? E poi: che fine faranno i funzionari pubblici? Sostituiti da un avatar? Licenziati in nome dell’efficienza?
Gabriele Steri
