di Laura Grazzi

È stato presentato ieri pomeriggio, presso la libreria Mondadori del Duomo di Milano, l’ultimo romanzo di Ilaria Bernardini, Amata. A dialogare con l’autrice, Mia Ceran e Marco Missiroli, che hanno guidato un incontro intenso, segnato da riflessioni profonde e da momenti di forte partecipazione emotiva.

Il libro si sviluppa attraverso due piani narrativi distinti ma destinati a sfiorarsi. Da una parte la vicenda di una ragazza di diciannove anni che, rimasta incinta, decide di affidare il neonato alla “culla per la vita”, istituzione che garantisce anonimato a chi non può o non vuole riconoscere il figlio. Dall’altra, la storia di una coppia quarantenne, logorata da innumerevoli tentativi falliti, che sceglie la via dell’adozione.

Bernardini restituisce con sensibilità e realismo le paure e le emozioni delle due protagoniste, evitando facili giudizi e lasciando al lettore il compito di interrogarsi sul significato profondo della maternità, sull’amore e sulle diverse forme in cui esso si manifesta. La scrittura, limpida e coinvolgente, raggiunge momenti di grande intensità: la lettura di alcuni brani da parte dell’autrice ha suscitato commozione e partecipazione viva nel pubblico.

La vicenda di Amata non si esaurisce tra le pagine del libro. Il romanzo diventa infatti anche cinema: dal 18 ottobre sarà nelle sale l’omonimo film, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, che amplia l’eco narrativa della storia portandola sul grande schermo.

Opera matura e coraggiosa, Amata conferma la voce di Ilaria Bernardini come una delle più interessanti del panorama letterario contemporaneo italiano.