Roma, 30 settembre – Quindici bambini, con il peso della guerra sulla pelle e la necessità urgente di cure mediche, sono arrivati a Roma nella serata di ieri, 29 settembre, a bordo di un volo di Stato proveniente dalla Striscia di Gaza. Sono stati immediatamente trasferiti presso il Policlinico Umberto I della Capitale, dove un’equipe medica multidisciplinare è pronta a prendersi cura di loro.
L’operazione si configura come un significativo sforzo di cooperazione umanitaria, coordinato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). L’intervento è il risultato di una sinergia tra il Governo italiano, l’Università Sapienza di Roma e una Onlus che opera sul campo a Gaza, un territorio che sta affrontando una crisi umanitaria di gravità estrema a causa delle operazioni militari e delle conseguenti difficoltà logistiche e sanitarie.
Il Dramma di Tia, Neonata Affetta da Enterocolite
Tra i piccoli pazienti, la storia che più colpisce per la sua fragilità è quella di Tia, una neonata di appena due mesi. La piccola è affetta da una grave forma di enterocolite, una patologia particolarmente pericolosa in un contesto di difficoltà nell’accesso a cure e igiene.
Tia è giunta a Roma accompagnata non solo dalla madre, ma anche dai suoi fratelli e una sorella, testimoniando il trasferimento in blocco di intere unità familiari. La drammaticità delle sue condizioni è giunta all’attenzione della Rettrice dell’Università Sapienza, la professoressa Antonella Polimeni, grazie alla segnalazione diretta di una dipendente dell’Ateneo.
La neonata è stata ricoverata nella Clinica Pediatrica e seguirà un percorso di cura specifico presso il reparto di Terapia Intensiva, diretto dalla professoressa Paola Papoff. Qui, la piccola paziente sarà sottoposta a cicli di ossigenoterapia e a tutte le terapie mirate necessarie per stabilizzare e trattare la sua grave infezione intestinale.
L’Impegno della Sapienza: “Proteggere i più Vulnerabili”
L’Università Sapienza, oltre a fornire le strutture sanitarie d’eccellenza del Policlinico Umberto I, ha assunto un ruolo centrale nell’organizzazione e nella motivazione di questa iniziativa umanitaria. La Rettrice Antonella Polimeni ha espresso con chiarezza la ratio di questo impegno: “Le condizioni drammatiche in cui vivono gli abitanti della Striscia di Gaza ci richiamano a un impegno concreto e costante a favore dei civili. Come università sentiamo forte la responsabilità di proteggere i più vulnerabili, in particolare bambini e madri, duramente colpiti dal protrarsi del conflitto e dalle difficoltà nell’accesso alle cure mediche,” ha dichiarato la Professoressa Polimeni.
L’accoglienza di questi 15 minori e delle loro famiglie non rappresenta solo un gesto di solidarietà, ma un atto concreto di messa a disposizione delle professionalità mediche, delle strutture all’avanguardia e delle risorse sanitarie italiane. L’operazione sottolinea, ancora una volta, come l’Italia e le sue istituzioni siano in prima linea nel fornire assistenza medica e supporto vitale ai civili innocenti, vittime collaterali di uno scenario di conflitto che continua a mietere vittime. L’arrivo dei bambini all’Umberto I accende un piccolo, ma fondamentale, faro di speranza nel buio della crisi di Gaza.
Damiano Lalli

