La V Commissione Cultura, spettacolo, sport e turismo del Consiglio regionale del Lazio ha avviato l’iter di approvazione del piano straordinario per la valorizzazione del patrimonio culturale regionale, dotato di una dotazione finanziaria di 24 milioni di euro.
L’iniziativa, prevista dalla Legge di Stabilità Regionale 2024, mira a intervenire su teatri, sale cinematografiche, palazzi storici, luoghi di culto, aree archeologiche e spazi ricreativi con interventi di restauro, adeguamento strutturale, efficientamento energetico e innovazione tecnologica.
Il provvedimento è stato illustrato dal direttore della Direzione regionale Cultura, Luca Fegatelli, che ha sottolineato la volontà di garantire un’equa distribuzione delle risorse tra le province del Lazio, privilegiando progetti di particolare urgenza e rilevanza culturale. Il piano punta anche a rafforzare la collaborazione con enti locali, fondazioni, associazioni e soggetti privati per amplificare l’impatto degli investimenti in termini di accessibilità, fruizione e promozione turistica.
Tra i protagonisti della seduta i consiglieri di Forza Italia, Giorgio Simeoni e Marco Colarossi, che ha messo in luce la portata storica dell’iniziativa:
“Ventiquattro milioni per i luoghi della cultura rappresentano un investimento unico, che colloca la cultura al centro delle politiche regionali. Questo piano non riguarda solo il recupero di edifici, ma la rigenerazione di identità, comunità e opportunità. È un segnale forte: la cultura non è un costo, ma una leva strategica per lo sviluppo del Lazio.”
Il presidente della Commissione, Mario Luciano Crea, ha ricordato che le osservazioni dei commissari potranno essere presentate entro le ore 12 di lunedì 3 novembre.
“Questo piano – ha dichiarato – è un passo decisivo per la tutela del patrimonio culturale diffuso, motore di turismo, occupazione e coesione sociale”.
Con questa misura, la Regione Lazio conferma la sua vocazione a coniugare conservazione e innovazione, restituendo ai cittadini spazi vitali per la vita culturale e civile del territorio.
Gabriele Steri
