Si è tenuto nel fine settimana del 6 e 7 dicembre a Roma il Festival “Pace, cultura e solidarietà” presso il Teatro Albertino di Via Amedeo Crivellucci 3a. L’evento, animato da musica dal vivo, pranzi solidali e stand di volontariato, ha voluto accendere i riflettori sulle urgenti questioni di pace e coesione sociale.
Il festival ha visto un’importante partecipazione, con la presenza del Dr. Mauro Raffaelli, dirigente del SSN nei servizi di Salute Mentale, a sottolineare il legame tra solidarietà sociale e benessere psicologico. La giornata del 6 dicembre si è aperta con musica dal vivo e i primi pranzi solidali, culminando alle 17:00 con la presentazione del libro “Prima morte. Il cantico delle creature in carcere” di Leonardo Becchetti e Maurice Bignami. L’opera ha offerto una profonda riflessione sulla condizione carceraria e sull’umanità violata.
Domenica 7 dicembre è stata dedicata al tema del conflitto israelo-palestinese. Alle 16:00 è stata proiettata la pellicola “No Other Land”, un documentario che narra la vita e la resistenza nelle zone palestinesi. Il momento più atteso della domenica era il dibattito che avrebbe fatto seguito alla proiezione del film, intitolato alla speranza di un confronto diretto e pacato. Erano stati invitati a partecipare un giovane palestinese, Basel, e un giovane israeliano, Riffa, per offrire testimonianze dirette e prospettive di convivenza.
Tuttavia, il collegamento con il giovane palestinese Basel non è stato possibile. La ragione è legata all’escalation delle tensioni e degli atti di violenza: il villaggio di Basel in Cisgiordania ha subito un’azione di demolizione delle case da parte delle forze israeliane.
L’impossibilità di sentire la voce di Basel non ha fatto altro che rafforzare l’urgenza e la drammaticità del tema al centro del festival, trasformando un momento di dibattito previsto in una cruda testimonianza di quanto la violenza strutturale influenzi la vita quotidiana, spezzando persino un ponte di dialogo e solidarietà a distanza.
Nonostante l’amara interruzione, il dibattito è proseguito con un’analisi sulla condizione palestinese da parte del giovane filosofo Giacomo Mininni, il quale gestisce un piccolo spazio per insegnare a bambini palestinesi e bambini israeliani la possibilità di una sana e giusta interazione. Il dibattito, moderato dal professor Gianni Dessì dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ha raccolto numerose domande dagli ospiti, che hanno sottolineato problemi profondi come le tensioni nate nuovamente a seguito della mancata applicazione degli Accordi di Oslo. Il festival si è concluso ribadendo l’importanza di sostenere la causa palestinese; senza dimenticare che tutti coloro che vivono nel mondo hanno diritto a una casa dove tornare, a un vicino di casa sconosciuto e un vicino di casa amichevole. Tutti hanno diritto a vedere i veri colori del mondo.

Damiano Lalli