Riceviamo e pubblichiamo
Prendiamo atto della riunione svoltasi presso la sede di Astral tra i Sindaci di Rocca Santo Stefano, Bellegra, Roiate e Olevano Romano, alla presenza dei vertici Astral e dell’Assessore regionale alla Mobilità, sul tema del Trasporto Pubblico Locale.
Una riunione presentata come “tavolo di lavoro”, ma che nei fatti conferma ciò che denunciamo da tempo: le scelte strategiche sul futuro dei servizi pubblici del territorio vengono prese senza il coinvolgimento dei cittadini e delle forze politiche locali, riducendo tutto a un confronto ristretto tra amministratori e Regione.
Contestiamo con forza l’impostazione di questa cosiddetta “rivoluzione dei trasporti”, che in realtà appare come una riorganizzazione già decisa da tempo, ereditata dalle precedenti giunte regionali e oggi portata avanti senza discontinuità dall’attuale governo regionale. Una riorganizzazione che, temiamo, apra sempre più la strada alla gestione privata di un servizio essenziale, finanziato con le tasse dei cittadini.
Il Trasporto Pubblico Locale deve restare pubblico. Può e deve essere migliorato, riorganizzato, reso efficiente, ma non smantellato né consegnato ai privati. Le risorse sono pubbliche e pubblica deve rimanere la gestione.
Ci chiediamo inoltre:
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perché agli incontri partecipano solo i Sindaci?
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dove sono le rappresentanze politiche del territorio?
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dove sono i cittadini, i comitati, le forze sociali?
Ancora una volta si decide sopra le teste delle comunità, senza alcun processo partecipativo.
Questa modalità conferma l’esistenza di un’alleanza politica trasversale tra PD e Fratelli d’Italia, che su temi strategici come trasporti e sanità agiscono in perfetta continuità, ignorando i bisogni reali del territorio.
Lo stesso schema si ripete infatti nella sanità: Azienda Sanitaria Zero, Case di Comunità, privatizzazione dei servizi e progressivo smantellamento della sanità pubblica. Nel Lazio il privato detiene ormai la quasi totalità dei posti letto ospedalieri, drenando risorse pubbliche enormi.
Nel Sublacense e nella Valle dell’Aniene la situazione sociale è drammatica:
economia ferma, disoccupazione altissima, spopolamento, disagio sociale crescente. Un territorio lasciato nell’abbandono, dove mancano lavoro, servizi e prospettive, mentre il degrado avanza. Da anni nulla cambia, nonostante le promesse.
I fatti parlano chiaro: gli stessi nomi, le stesse politiche, gli stessi risultati fallimentari.
Una politica che si serve del popolo anziché servire il popolo, approfittando di comunità ormai stremate dalla mancanza dei beni primari.
Noi diciamo basta.
Chiediamo:
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trasparenza nelle scelte,
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partecipazione reale dei cittadini,
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difesa dei servizi pubblici,
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coinvolgimento di tutte le forze politiche e sociali del territorio.
Le decisioni sulla cosa pubblica non possono essere prese da pochi, né tantomeno solo dai Sindaci che fino ad oggi hanno dimostrato di non saper invertire la rotta.
Invitiamo tutti i cittadini del Sublacense e della Valle dell’Aniene a ribellarsi a questo modo di fare politica, a pretendere voce, dignità e futuro per il proprio territorio.
