Alcuni dati ricavabili dal sito dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) indicano che, in Italia, su una superficie di 302.109,58 km², la popolazione a rischio frane è pari a 1.284.960 persone (2,2%), mentre la popolazione a rischio alluvioni si attesta a 6.818.375 persone (11,5%).
Entrando nello specifico, le famiglie a rischio frane sono 582.163, mentre quelle a rischio alluvioni sono 2.901.616; gli edifici soggetti a frane ammontano a 742.192, mentre quelli esposti ad alluvioni sono 1.549.759.
In riferimento a Roma, la popolazione a rischio frane è di 2.431 persone, mentre quella a rischio alluvioni è di 96.576. Per quanto riguarda la Città Metropolitana di Roma, la popolazione soggetta a rischio frane è pari a 24.235 persone, mentre quella soggetta ad alluvioni è di 144.132; gli edifici soggetti a frane ammontano a 6.435, mentre quelli esposti ad alluvioni sono 21.277.
Nell’area dei Castelli Romani, i comuni che presentano i dati più significativi comprendono Monte Compatri, dove la popolazione a rischio frane ammonta a 1.372 persone e quella a rischio alluvioni a 57, mentre gli edifici a rischio frane sono 86 e quelli a rischio alluvioni 13, in riferimento a un territorio di 24,56 km², nel quale sono state censite 5 frane di tipo crollo/ribaltamento/espansione, con assenza di sistemi di monitoraggio delle frane.
Rocca Priora presenta una popolazione a rischio frane di 1.859 persone e 579 edifici esposti, senza rischio alluvioni. A Rocca di Papa, la popolazione soggetta a frane è di 465 persone, con 82 edifici interessati e assenza di rischio alluvioni. Nemi registra un rischio frane per 291 persone e 90 edifici, senza rischio alluvioni, mentre Genzano di Roma evidenzia un rischio frane che interessa 384 persone e 61 edifici, anch’esso senza rischio alluvioni.
Nel Comune di Ariccia, la popolazione soggetta a frane è di 478 persone, con 39 edifici coinvolti, mentre il rischio alluvioni riguarda 533 persone e 90 edifici. Lanuvio presenta un rischio frane pari a 283 persone e 25 edifici, mentre per le alluvioni il pericolo interessa 113 persone e 22 edifici. A Velletri, infine, il rischio frane riguarda 384 persone e 143 edifici, con assenza di pericolo di inondazioni.
A cosa si riferiscono questi dati? Essi fanno riferimento a potenziali eventi dannosi provocati dal rapporto tra natura e antropizzazione, nel quale il monitoraggio del rischio, la prevenzione e la mitigazione risultano fondamentali per la sicurezza e l’incolumità pubblica. La disposizione di strumenti adeguati, quali regolamenti per la gestione delle emergenze, carte geologiche e idrogeologiche generali e specifiche, piani regolatori coerenti con le caratteristiche del territorio, sistemi di monitoraggio delle singole criticità, coordinamento tra le forze operative coinvolte e politiche di equilibrio tra natura e antropizzazione, può concorrere in modo determinante al raggiungimento dell’equilibrio ambientale e all’affrontare le criticità socio-ambientali che, se si manifestano, comportano inevitabili ricadute economiche e sociali.
Alessandro Mazzarini

