La Procura di Roma accelera sull’inchiesta per la strage di Crans-Montana. I pubblici ministeri della Capitale hanno disposto una maxi consulenza medico-legale sulle sei vittime italiane del rogo che, nella notte di Capodanno, ha causato 41 morti e oltre 110 feriti nel locale Le Constellation, in Svizzera. Nel procedimento, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, si persegue per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. I magistrati acquisiranno tutta la documentazione sanitaria relativa ai connazionali coinvolti, che sarà affidata a consulenti per accertamenti ad ampio spettro.
Proseguono intanto le audizioni dei sopravvissuti da parte della Squadra Mobile. Nei giorni scorsi è stato disposto anche il sequestro probatorio dei cellulari di vittime e feriti italiani, per verificare la
presenza di immagini e video utili a ricostruire la dinamica dell’incendio e le eventuali responsabilità. Giovedì prossimo i pm capitolini incontreranno in Svizzera i magistrati del Canton Vallese per fare il punto sulle indagini. Sul fronte svizzero, l’inchiesta è coordinata dalla procuratrice Beatrice Pilloud. Il proprietario e gestore del locale, Jacques Moretti, è indagato per omicidio colposo, lesioni e incendio colposi.
Arrestato il 9 gennaio per rischio di fuga dopo un lungo interrogatorio a Sion, è stato successivamente scarcerato dietro pagamento di una cauzione di 200mila franchi. Per la moglie Jessica Maric sono scattati obbligo di firma, divieto di espatrio e ritiro del passaporto. Intanto emergono nuovi elementi. Secondo quanto riportato dal quotidiano francese Le Figaro, nel
2015 Moretti avrebbe rifiutato di installare schiuma ignifuga nel locale per un risparmio economico. Un’informazione considerata determinante, che risulta fosse già in possesso delle autorità cantonali pochi giorni dopo la tragedia.
La notte dell’inferno
Doveva essere una festa di inizio anno. È diventata una trappola mortale. Poco dopo l’una e mezza del primo gennaio 2026, nel locale sotterraneo svizzero Le Constellation di Crans-Montana, le fiamme si propagano rapidamente dal soffitto in legno e dai pannelli fonoassorbenti. In pochi secondi si verifica il cosiddetto “flashover”, l’incendio generalizzato che avvolge l’ambiente senza lasciare
scampo.
I video girati dai presenti mostrano il panico. Centinaia di ragazzi si accalcano verso un’unica scala stretta. Alcuni tentano di rompere le finestre per fuggire. Molti resteranno intrappolati. Tra le vittime ci sono sei ragazzi italiani. Emanuele Galeppini, 17 anni, di Genova. Riccardo Minghetti, 16 anni, di Roma. Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna. Achille Barosi e Chiara Costanzo, 16 anni, di Milano. Sofia Prosperi, 16 anni, italo-svizzera di Lugano. Altri 16 italiani lottano tra la vita e la morte, molti trasferiti d’urgenza all’ospedale “Niguarda” di Milano.
Fin dall’inizio l’inchiesta è oggetto di polemiche per quella che viene ritenuta un’eccessiva prudenza nei confronti dei gestori del locale, Jacques Moretti e Jessica Maric, coppia francese proprietaria del Constellation. In un primo momento ascoltati soltanto come persone informate sui fatti, vengono poi iscritti nel registro degli indagati, a piede libero, per omicidio colposo, lesioni
e incendio colposi. Il nodo centrale dell’inchiesta è la sicurezza, come le uscite di emergenza, i materiali infiammabili, e i controlli mancati. Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha ammesso che dal 2020 il locale non veniva sottoposto a verifiche comunali.
Secondo quanto emerso dagli interrogatori, la porta di servizio al piano terra sarebbe stata chiusa a chiave dall’interno la notte della tragedia e la schiuma fonoassorbente andata a fuoco sarebbe stata sostituita dallo stesso Moretti. Non sarebbe stato un episodio isolato. Già nel 2024, nello stesso locale, si sarebbe sviluppato un incendio con dinamica simile, legato alle candele pirotecniche. Le indagini, in Italia e in Svizzera, mirano a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, ad accertare eventuali responsabilità e a stabilire se e in che misura quella notte potesse essere scongiurata.
Beatrice Progni
