di Massimiliano Baglioni
Ci sono luoghi che non si lasciano mai davvero. Quartieri che continuano a vivere dentro chi li ha attraversati, nelle parole, nei gesti, nei ricordi che il tempo non riesce a scolorire. Il Quadraro è uno di questi. E proprio al Quadraro torna a casa uno spettacolo che di quel quartiere racconta l’anima più profonda.
Dal 22 al 24 maggio il Teatro Kopó ospiterà “Col Tatuaggio sul Cuore – Quadraro Mio”, un atto unico promosso dall’Associazione Culturale 7 Radici, scritto e diretto da Rosella Mucci e Paolo Sparacino. Una intensa performance teatrale che affonda le radici nella memoria personale e collettiva di chi è nato e cresciuto in uno dei luoghi più autentici di Roma.
Un racconto che prende vita a partire da Cecafumo, quel piccolo universo popolare dove le strade non erano soltanto vie da percorrere, ma fili invisibili che univano le persone in una comunità vera e solidale. Un “paese nella città” che ha saputo custodire la propria identità nonostante il passare degli anni e le trasformazioni della Capitale.
Non si tratta semplicemente di uno spettacolo sulla nostalgia. “Col Tatuaggio sul Cuore” è piuttosto una dichiarazione d’amore verso un quartiere che ha saputo trasformare la propria storia di sacrifici, resistenza e dignità in una straordinaria ricchezza umana. Il Quadraro, con il suo passato segnato dalla lotta per la libertà e dalla forza della solidarietà popolare, diventa qui simbolo di un modo di vivere che oggi appare quasi rivoluzionario nella sua semplicità.
Sul palcoscenico riaffiorano immagini che appartengono a un tempo non troppo lontano: il pane condiviso tra vicini, le porte lasciate aperte, l’aiuto spontaneo che non aveva bisogno di essere richiesto. Un mondo in cui si poteva possedere poco e sentirsi comunque ricchi, perché il vero patrimonio era rappresentato dalle relazioni umane.
Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio della memoria saranno Francesca Lollobrigida, Roberta Loreti, Rosella Mucci, Ludovica e Paolo Sparacino, Roberto Vicalvi, interpreti di una narrazione corale che restituisce voce, volti e sentimenti a una comunità che continua a vivere nel cuore di chi l’ha abitata.
Particolarmente significativa anche la presenza della canzone “Quadraro Mio”, con musiche e testi di Alessandro Porqueddu e Paolo Sparacino, che diventa ulteriore strumento di racconto e appartenenza, quasi una colonna sonora dell’anima di un quartiere che non ha mai smesso di riconoscersi nelle proprie radici.
Mentre la città cambia volto e la modernità tende a uniformare spazi e identità, il teatro compie un gesto prezioso: ferma il tempo. Lo fa per restituire voce a una generazione, a un quartiere e a una memoria che meritano di essere custoditi. Attraverso i ricordi degli autori, “Col Tatuaggio sul Cuore – Quadraro Mio” diventa così un viaggio emozionale che parla al Quadraro ma, in fondo, racconta a ciascuno di noi il luogo da cui proveniamo e che continuiamo a portare dentro.
Perché ci sono storie che non appartengono soltanto a chi le ha vissute. Appartengono a tutti coloro che sanno riconoscere il valore delle proprie radici.