Il centrosinistra ritrova il vento in poppa e mette la freccia. L’ultimo sondaggio settimanale realizzato da Swg per il TgLa7 fotografa un sorpasso politico di peso: l’asse del Campo Largo stacca il centrodestra di quasi due punti percentuali. Una distanza che, se si votasse oggi, aprirebbe scenari del tutto inediti per Palazzo Chigi.
Tuttavia, l’equilibrio dei due blocchi è appeso a un filo sottilissimo e, paradossalmente, a un uomo solo: il generale Roberto Vannacci. Il suo neonato movimento, Futuro Nazionale, è ormai stabilmente l’ago della bilancia della politica italiana. Volando a ridosso del 5%, Vannacci tallona la Lega ed è diventato l’unico in grado di blindare la vittoria del governo o, in alternativa, di consegnare le chiavi del Paese alla coalizione guidata da Pd e Movimento 5 Stelle.
Il Campo Largo prende il largo: i numeri del sorpasso
L’analisi delle potenziali coalizioni premia lo sforzo unitario delle opposizioni. Nonostante una leggera flessione fisiologica dovuta ai decimali, il blocco del Campo Largo (che unisce Pd, M5s, Avs e Italia Viva) si attesta a un solido 44% delle preferenze. Una cifra che permette al centrosinistra di guardare dall’alto la coalizione di governo (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati), che si ferma invece al 42,1%.
Guardando all’interno del Campo Largo, i rapporti di forza restano definiti: il Partito Democratico, pur perdendo lo 0,3%, i Dem si confermano la colonna portante dell’alleanza al 22%, mentre AVS si assesta a 6,5%, una quota comunque decisiva per la tenuta complessiva. I pentastellati mostrano segnali di ripresa e guadagnano un decimale, salendo al 13,1%.
Nel centrodestra la situazione è speculare. L’unica a sorridere è Giorgia Meloni, con Fratelli d’Italia che rosica uno 0,1% e risale al 28,3%. Crollano invece i due alleati minori: sia Forza Italia che la Lega arretrano di due decimali, scivolando rispettivamente al 7% e a un preoccupante 5,6%.
L’incognita Vannacci e il bivio dei veti incrociati
È proprio lo smottamento della Lega a fare la fortuna della sua ex punta di diamante. Futuro Nazionale, la creatura politica di Roberto Vannacci – fino a poche settimane fa vicesegretario del Carroccio –, incassa un altro +0,2% e vola al 4,8%. Ormai il Generale vede la Lega a meno di un punto di distanza.
La matematica dei sondaggi lancia un messaggio inequivocabile: senza i voti di Vannacci, il centrodestra è destinato a perdere contro il Campo Largo. Se la coalizione di governo riuscisse a imbarcare Futuro Nazionale, supererebbe teoricamente il 46%, blindando la vittoria. Ma la politica non è solo matematica. L’ingresso del Generale nell’alleanza sbatte contro i veti invalicabili del centro moderato, a partire da Forza Italia, che considera le posizioni di Vannacci incompatibili con il profilo governativo e filoeuropeo.
A complicare la scacchiera c’è anche la crescita di Carlo Calenda. Azione sale al 3,6% (rispetto al 3,4% di sette giorni fa) e si propone come l’altra potenziale stampella per il centrodestra. Il problema per la premier Meloni è che si tratta di un’alternativa secca: la presenza in coalizione di Calenda esclude categoricamente quella di Vannacci, e viceversa. Il Campo Largo intanto osserva e capitalizza il vantaggio, consapevole che le divisioni dei rivali, per ora, valgono una vittoria.
Damiano Lalli

