L’avanzata travolgente di algoritmi e robot non fa più paura solo nei distretti tecnologici della Silicon Valley, ma bussa con insistenza anche alle porte delle aziende del Lazio. Per evitare che la rivoluzione digitale si trasformi in una macelleria sociale, la Pisana ha deciso di muoversi d’anticipo. La IX commissione della Regione (Lavoro, Formazione e Istruzione) ha approvato all’unanimità i primi articoli della proposta di legge numero 93: un vero e proprio “scudo” normativo per blindare e tutelare i lavoratori che rischiano di essere penalizzati, o peggio ancora sostituiti, dall’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale.

Se il testo completerà il suo iter senza scossoni, la Pisana centrerà un primato storico a livello nazionale: il Lazio diventerà la primissima regione in Italia a dotarsi di una legge specifica per governare l’impatto dell’IA sul mercato occupazionale.

Come funziona lo scudo anti-automazione: riqualificare anziché vietare

Il provvedimento, depositato originariamente nell’ottobre del 2023, punta i riflettori sui comparti produttivi e sul settore dei servizi, considerati i segmenti più esposti al rischio dell’automazione selvaggia. Dalla Pisana tengono a precisare che la legge non nasce con lo spirito di porre un freno allo sviluppo tecnologico delle imprese, quanto piuttosto con l’intenzione di “accompagnare” la transizione antropologica del lavoro. Nei fatti, la Regione si impegna a mettere in campo e finanziare una serie di robusti strumenti pratici: interventi mirati per monitorare i settori più a rischio crisi e prevenire i licenziamenti; corsi specifici per elevare le abilità digitali dei dipendenti già in organico; percorsi di formazione e ricollocamento immediato per chi si ritrova con mansioni superate dall’algoritmo e così via.

Asse Pd-Forza Italia: il voto trasversale che supera gli steccati

La vera sorpresa politica della sessione risiede nella convergenza totale delle forze partitiche, capace di azzerare i tradizionali scontri tra maggioranza e opposizione. La paternità del testo è saldamente di centrosinistra, con la consigliera del Partito Democratico Eleonora Mattia nel ruolo di prima firmataria. Eppure, il centrodestra che guida la Regione ha sposato in pieno la causa. A sottoscrivere il documento è stato lo stesso presidente della commissione, Angelo Orlando Tripodi (Forza Italia), che ha pilotato i lavori d’aula. Al momento della votazione il “sì” è arrivato compatto e bipartisan. Oltre a Mattia e Tripodi, hanno espresso voto favorevole i consiglieri Mario Ciarla (Pd) e le esponenti di Fratelli d’Italia Maria Chiara Iannarelli, Laura Corrotti ed Emanuela Mari. I prossimi passi per l’approvazione definitiva sono già tracciati. Il testo della legge approderà ora sul tavolo della commissione Bilancio, lo snodo economico più delicato dove verranno quantificati e sbloccati i fondi necessari a coprire i percorsi formativi. Ottenuto il via libera finanziario, la norma tornerà brevemente in IX commissione per il timbro definitivo, prima di sbarcare in Consiglio regionale per il voto che potrebbe cambiare le regole del lavoro nell’era dei robot.
Damiano Lalli