A distanza di 25 anni scopriamo cosa fanno oggi i calciatori che hanno vinto il terzo scudetto della Roma nel 2001

Di Leonardo Tardioli

Sono passati 25 anni dal 17 giugno 2001, giorno del terzo scudetto della storia romanista, vinto con il successo per 3-1 in uno stadio Olimpico gremito nell’ultimo turno di campionato contro il Parma. Da quella volta i giallorossi sono andati vicini in diverse occasioni a conquistare di nuovo il tricolore, ma in tutti i casi hanno chiuso quelle stagioni al secondo posto in classifica vedendosi bruciati sul filo di lana dagli avversari di turno. Quella guidata da Fabio Capello era una squadra piena di campioni che ha dominato la Serie A 2000/01 dalla prima all’ultima giornata chiudendo con 75 punti in classifica frutto di 22 vittorie, 9 pareggi e 3 sconfitte. Scopriamo oggi, proprio a 25 anni di distanza da quel trionfo, cosa fanno i protagonisti dell’ultimo scudetto vinto dalla Roma.

Portiere e difesa: dall’esperienza di Aldair al “muro” Samuel

 

Titolare nella stagione dello scudetto, Francesco Antonioli gioca 26 partite e subisce 28 gol nell’annata del terzo tricolore giallorosso. In quella stagione i tifosi ricordano più qualche errore come quello che costa il momentaneo 1-2 nella sfida casalinga pareggiata contro il Perugia grazie alla rete nel recupero di Montella. Arrivato in giallorosso nell’estate 1999 giocherà nella Capitale quattro stagioni con 102 partite complessive in A. Oggi è preparatore dei portieri della nazionale U17.

 

Francesco Antonioli – Titolare nella stagione dello scudetto, Francesco Antonioli gioca 26 partite e subisce 28 gol nell’annata del terzo tricolore giallorosso. In quella stagione i tifosi ricordano più qualche errore come quello che costa il momentaneo 1-2 nella sfida casalinga pareggiata contro il Perugia grazie alla rete nel recupero di Montella. Arrivato in giallorosso nell’estate 1999 giocherà nella Capitale quattro stagioni con 102 partite complessive in A. Oggi è preparatore dei portieri della nazionale U17.

 

 

Jonathan Zebina in una chiusura difensiva in scivolata nel derby di ritorno della stagione 2000/01 pareggiato 2-2 contro la Lazio

 

Jonathan Zebina – Giocatore dotato di una grande potenza fisica e velocità, viene schierato da Capello nel terzetto difensivo. Arriva in giallorosso nell’estate del 2000 e resta fino al 2004, nell’annata tricolore gioca 22 partite. Anche di lui i tifosi ricordano più di qualche errore. Oggi si interessa di arte e in passato aveva anche aperto una Galleria a Milano.

 

 

 

 

Walter Samuel esulta dopo il uso unico gol con la Roma nel campionato 2000/01

 

Walter Adrian Samuel – Arrivato nell’estate 2000, è subito titolare conquistandosi il soprannome di “The Wall”, in italiano “il muro” che lo accompagnerà fino alla fine della sua esperienza romana anche per lui con data 2004, anno in cui passerà al Real Madrid. Nell’annata dello scudetto gioca 31 partite segnando un gol al Lecce che vale 3 punti nella sfida casalinga vinta 1-0 e serve con un lancio lungo dalla difesa l’assist che vale il momentaneo 1-1 di Batistuta a Parma. Oggi è nello staff tecnico della nazionale argentina campione del mondo con cui sta disputando il Mondiale 2026.

 

 

 

 

Antonio Carlos Zago – Anche lui difensore dalle grandi doti fisiche e passato alla storia per uno sputo a Simeone in un derby della stagione 1999/00, nell’annata tricolore gioca 28 partite e viene ricordato anche per l'assist al volo per Batistuta in Roma-Fiorentina. Oggi è tornato in Brasile dove allena.

 

Antonio Carlos Zago – Anche lui difensore dalle grandi doti fisiche e passato alla storia per uno sputo a Simeone in un derby della stagione 1999/00, nell’annata tricolore gioca 28 partite e viene ricordato anche per l’assist al volo per Batistuta in Roma-Fiorentina. Oggi è tornato in Brasile dove allena.

 

 

 

 

Nascimento Dos Santos Aldair – Vicecapitano di quella Roma vista la sua già notevole e duratura esperienza nella Capitale, gioca 15 partite nella stagione 2000/01 servendo il prezioso assist per gol del definitivo 1-2 segnato da Batistuta nella trasferta di Parma, ultima del girone d’andata e una delle partite fondamentali di quell’annata. Oggi è tornato in Brasile dove ogni tanto si diverte giocando a Footvolley. Di nuovo di passaggio a Roma in inverno per festeggiare i suoi 60 anni e in primavera per presentare il Docufilm sulla sua carriera.

 

Nascimento Dos Santos Aldair – Vicecapitano di quella Roma vista la sua già notevole e duratura esperienza nella Capitale, gioca 15 partite nella stagione 2000/01 servendo il prezioso assist per il gol del definitivo 1-2 segnato da Batistuta nella trasferta di Parma, ultima del girone d’andata e una delle partite fondamentali di quell’annata. Oggi è tornato in Brasile dove ogni tanto si diverte giocando a Footvolley. Di nuovo di passaggio a Roma in inverno per festeggiare i suoi 60 anni e in primavera per presentare il Docufilm sulla sua carriera.

 

 

 

 

 

 

Il centrocampo: “Pendolino”, “L’Anima Candida”, “Il Puma” e quel jolly

Marcos Cafù – Detto “Pendolino” per le sue discese sulla fascia destra, nella stagione tricolore viene principalmente ricordato per il triplo sombrero a Nedved nel derby d’andata vinto 0-1 dai giallorossi grazie all’autogol di Negro. Sono 31 partite e un gol, segnato nella trasferta di Bari vinta 4-1 per lui in quella stagione. Quella rete sarà anche l’ultima in A con i capitolini che lascerà nel 2003 per andare al Milan a parametro zero. Oggi è Fifa Ambassador e vive prettamente in Brasile.

 

Marcos Cafù – Detto “Pendolino” per le sue discese sulla fascia destra, nella stagione tricolore viene principalmente ricordato per il triplo sombrero a Nedved nel derby d’andata vinto 0-1 dai giallorossi grazie all’autogol di Negro. Sono 31 partite e un gol, segnato nella trasferta di Bari vinta 4-1 per lui in quella stagione. Quella rete sarà anche l’ultima in A con i capitolini che lascerà nel 2003 per andare al Milan a parametro zero. Oggi è Fifa Ambassador e vive prettamente in Brasile.

 

 

 

 

 

 

Cristiano Zanetti – A Roma dall’estate 1999 via Inter, dove arriva nello scambio con Di Biagio, Cristiano Zanetti gioca da titolare al posto dell’infortunato Emerson la prima parte del campionato 2000/01. Saranno 27 le sue partite totali con due impronte nei derby. Il colpo di testa da cui nasce l'autogol di Negro all'andata e il lancio per Delvecchio che insacca il momentaneo 2-0 in quello di ritorno. Lascerà la Roma proprio al termine di quell’annata per tornare all’Inter. Oggi gestisce uno stabilimento balneare in Toscana con il fratello.

 

Cristiano Zanetti – A Roma dall’estate 1999 via Inter, dove arriva nello scambio con Di Biagio, Cristiano Zanetti gioca da titolare al posto dell’infortunato Emerson la prima parte del campionato 2000/01. Saranno 27 le sue partite totali con due impronte nei derby. Il colpo di testa da cui nasce l’autogol di Negro all’andata e il lancio per Delvecchio che insacca il momentaneo 2-0 in quello di ritorno. Lascerà la Roma proprio al termine di quell’annata per tornare all’Inter. Oggi gestisce uno stabilimento balneare in Toscana con il fratello.

 

 

Damiano Tommasi – Carlo Zampa, all’epoca speaker dell’Olimpico nei match casalinghi della Roma, lo aveva ribattezzato “L’Anima Candida” del centrocampo giallorosso. Damiano Tommasi è stato uno dei protagonisti dello scudetto 2001 giocando tutte e 34 le partite di quel campionato dove ha messo a segno anche tre gol. Di questi va ricordata l’esultanza sotto il diluvio e il fango di Bergamo (in foto) dopo aver segnato la rete dello 0-2, punteggio con cui la Roma vincerà la partita. Resterà nella Capitale fino al 2006 chiudendo con 234 partite totali e 14 gol in A con la maglia giallorossa. Oggi è sindaco di Verona, carica a cui è stato eletto nel giugno 2022.

 

Damiano Tommasi – Carlo Zampa, all’epoca speaker dell’Olimpico nei match casalinghi della Roma, lo aveva ribattezzato “L’Anima Candida” del centrocampo giallorosso. Damiano Tommasi è stato uno dei protagonisti dello scudetto 2001 giocando tutte e 34 le partite di quel campionato dove ha messo a segno anche tre gol. Di questi va ricordata l’esultanza sotto il diluvio e il fango di Bergamo (in foto) dopo aver segnato la rete dello 0-2, punteggio con cui la Roma vincerà la partita. Resterà nella Capitale fino al 2006 chiudendo con 234 partite totali e 14 gol in A con la maglia giallorossa. Oggi è sindaco di Verona, carica a cui è stato eletto nel giugno 2022.

 

 

 

 

 

 

 

Ferreira Da Rosa Emerson – Arrivato nella Capitale proprio nell’estate del 2000 dal Bayer Leverkusen come grande rinforzo del centrocampo giallorosso. Si fa male in allenamento nel settembre dello stesso anno e prima dell’inizio del campionato, riportando un serio infortunio al ginocchio che lo terrà fuori per tutto il girone d’andata. Il suo debutto in Serie A coincide con la prima del girone di ritorno a Bologna dove troverà anche il gol. In totale saranno tre in 13 partite giocate. Chiamato “Il Puma” per i suoi movimenti nel catturare il pallone, resterà in giallorosso fino al 2004. Oggi vive in Brasile.

 

Ferreira Da Rosa Emerson – Arrivato nella Capitale proprio nell’estate del 2000 dal Bayer Leverkusen come grande rinforzo del centrocampo giallorosso. Si fa male in allenamento nel settembre dello stesso anno e prima dell’inizio del campionato, riportando un serio infortunio al ginocchio che lo terrà fuori per tutto il girone d’andata. Il suo debutto in Serie A coincide con la prima del girone di ritorno a Bologna dove troverà anche il gol. In totale saranno tre in 13 partite giocate. Chiamato “Il Puma” per i suoi movimenti nel catturare il pallone, resterà in giallorosso fino al 2004. Oggi vive in Brasile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hidetoshi Nakata – C’è la sua grande impronta sullo scudetto della Roma che i tifosi giallorossi ricorderanno molto bene. La Roma gioca il decisivo scontro diretto in casa della Juventus il 6 maggio 2001 e dopo sei minuti dall’inizio della partita è già sotto 2-0 per via delle reti di Del Piero e Zidane. La squadra fa fatica a reagire e Capello fa un cambio che spiazza tutti: fuori Totti, dentro Nakata. Il giapponese ripaga la fiducia segnando al 79’ il gol che riapre la sfida con una gran botta dalla distanza. Sulle ali dell’entusiasmo una decina di minuti dopo ci riprova. Angolo corto di Candela e sua conclusione dal limite. Van Der Sar respinge corto e sul pallone si avventa Montella che segna il definitivo 2-2. Buona parte di quello scudetto la Roma l’ha vinto non perdendo quella partita e mantenendo il distacco dai bianconeri. Oggi ha una sua azienda in Giappone che produce il sakè, tipica bevanda nipponica.

 

Hidetoshi Nakata – C’è la sua grande impronta sullo scudetto della Roma che i tifosi giallorossi ricorderanno molto bene. La Roma gioca il decisivo scontro diretto in casa della Juventus il 6 maggio 2001 e dopo sei minuti dall’inizio della partita è già sotto 2-0 per via delle reti di Del Piero e Zidane. La squadra fa fatica a reagire e Capello fa un cambio che spiazza tutti: fuori Totti, dentro Nakata. Il giapponese ripaga la fiducia segnando al 79’ il gol che riapre la sfida con una gran botta dalla distanza. Sulle ali dell’entusiasmo una decina di minuti dopo ci riprova. Angolo corto di Candela e sua conclusione dal limite. Van Der Sar respinge corto e sul pallone si avventa Montella che segna il definitivo 2-2. Buona parte di quello scudetto la Roma l’ha vinto non perdendo quella partita e mantenendo il distacco dai bianconeri. Oggi ha una sua azienda in Giappone che produce il sakè, tipica bevanda nipponica.

 

 

 

Vincent Candela – Esterno sinistro fresco campione d’Europa con la Nazionale francese nell’estate del 2000, torna a Trigoria e continua a dispensare grandi giocate da trequartista puro, come ad esempio la rete con cui apre la goleada in casa del Bari. Qualche palleggio e tiro al volo di destro dalla distanza e il momentaneo 0-1 è servito. In totale giocherà 33 partite segnando tre reti in quella stagione. Oggi gioca a padel ed è sempre presente come tifoso allo stadio nei match casalinghi della Roma come documenta il suo profilo Instagram.

 

Vincent Candela – Esterno sinistro fresco campione d’Europa con la Nazionale francese nell’estate del 2000, torna a Trigoria e continua a dispensare grandi giocate da trequartista puro, come ad esempio la rete con cui apre la goleada in casa del Bari. Qualche palleggio e tiro al volo di destro dalla distanza e il momentaneo 0-1 è servito. In totale giocherà 33 partite segnando tre reti in quella stagione. Oggi gioca a padel ed è sempre presente come tifoso allo stadio nei match casalinghi della Roma come documenta il suo profilo Instagram.

 

 

 

 

 

Assunçao – Nella Capitale già da una stagione, nell’annata tricolore si distingue per due gol arrivati entrambi su calcio di punizione, sua grande specialità. Entrambi arrivati in marzo, precisamente il 4 e l’11 nei due match casalinghi contro Inter e Brescia che sono valsi rispettivamente il momentaneo pari e il momentaneo vantaggio. In totale giocherà 12 partite e resterà a Roma fino al 2002. Oggi è opinionista televisivo e imprenditore in Brasile.

 

Marcos Assunçao – Nella Capitale già da una stagione, nell’annata tricolore si distingue per due gol arrivati entrambi su calcio di punizione, sua grande specialità. Entrambi arrivati in marzo, precisamente il 4 e l’11 nei due match casalinghi contro Inter e Brescia che sono valsi rispettivamente il momentaneo pari e il momentaneo vantaggio. In totale giocherà 12 partite e resterà a Roma fino al 2002. Oggi è opinionista televisivo e imprenditore in Brasile.

 

 

 

 

 

Eusebio Di Francesco – A causa di un infortunio al ginocchio all’inizio dell’annata, quella 2000/01 non è stata la sua migliore stagione in maglia giallorossa, anzi. Eusebio Di Francesco è sceso in campo soltanto cinque volte senza segnare una volta recuperato. Con il tricolore chiuderà anche la sua esperienza nella Capitale dopo quattro stagioni per tornare una volta smesso di giocare prima da Team Manager nell’annata 2005/06 e poi da allenatore dall’estate 2017 a marzo 2019, guidando la squadra al terzo posto in Serie A e alla semifinale di Champions League dove è stato eliminato dal Liverpool. Oggi allena ancora ed ha ottenuto da poco la salvezza con il Lecce, dove proseguirà anche nella stagione 2026/27.

 

Eusebio Di Francesco – A causa di un infortunio al ginocchio all’inizio dell’annata, quella 2000/01 non è stata la sua migliore stagione in maglia giallorossa, anzi. Eusebio Di Francesco è sceso in campo soltanto cinque volte senza segnare una volta recuperato. Con il tricolore chiuderà anche la sua esperienza nella Capitale dopo quattro stagioni per tornare una volta smesso di giocare prima da Team Manager nell’annata 2005/06 e poi da allenatore dall’estate 2017 a marzo 2019, guidando la squadra al terzo posto in Serie A e alla semifinale di Champions League dove è stato eliminato dal Liverpool. Oggi allena ancora ed ha ottenuto da poco la salvezza con il Lecce, dove proseguirà anche nella stagione 2026/27.

 

 

 

L’attacco: sacrificio, classe e potenza

Abel Eduardo Balbo – Come per Di Francesco sono altri i suoi trascorsi da ricordare in maglia giallorossa ma, vista la sua storia sportiva con la Roma fatta di 146 partite e 78 gol in serie A dal 1993 al 1998, merita comunque una menzione. Tornato proprio nell’estate del 2000 dopo due stagioni con Parma e Fiorentina, Balbo gioca soltanto due spezzoni di partite nell’annata tricolore senza segnare. Resterà ancora un’altra stagione prima di chiudere nel Boca in Argentina. Dopo il ritiro ha provato la carriera da allenatore, prima in Italia con Treviso e Arezzo e poi in Argentina con Central Cordoba ed Estudiantes tra il 2022 e il 2024.

 

Abel Eduardo Balbo – Come per Di Francesco sono altri i suoi trascorsi da ricordare in maglia giallorossa ma, vista la sua storia sportiva con la Roma fatta di 146 partite e 78 gol in serie A dal 1993 al 1998, merita comunque una menzione. Tornato proprio nell’estate del 2000 dopo due stagioni con Parma e Fiorentina, Balbo gioca soltanto due spezzoni di partite nell’annata tricolore senza segnare. Resterà ancora un’altra stagione prima di chiudere nel Boca in Argentina. Dopo il ritiro ha provato la carriera da allenatore, prima in Italia con Treviso e Arezzo e poi in Argentina con Central Cordoba ed Estudiantes tra il 2022 e il 2024.

 

 

 

 

 

Marco Delvecchio – Vero jolly tattico dell’annata tricolore per la posizione che ricopriva in campo. Attaccante di ruolo, esterno di fascia e ala tornante nei fatti che in alcune circostanze lo ha visto anche ripiegare come terzino sinistro. Una mossa voluta da mister Capello sin dal ritiro e proprio con l’intenzione di voler vincere lo scudetto, come ha dichiarato lui stesso in una recente intervista alla Gazzetta dello Sport. Sono state 31 le partite giocate nella stagione 2000/01 con tre gol segnati ad Atalanta (trasferta), Napoli (casa) e Lazio (casa). Quello nella stracittadina valse il momentaneo 2-0 e arrivò dopo aver servito l’assist del vantaggio a Batistuta. Quel derby finì 2-2 con il pareggio di Castroman nel recupero. Oggi è un immobiliarista.

 

Marco Delvecchio – Vero jolly tattico dell’annata tricolore per la posizione che ricopriva in campo. Attaccante di ruolo, esterno di fascia e ala tornante nei fatti che in alcune circostanze lo ha visto anche ripiegare come terzino sinistro. Una mossa voluta da mister Capello sin dal ritiro e proprio con l’intenzione di voler vincere lo scudetto, come ha dichiarato lui stesso in una recente intervista alla Gazzetta dello Sport. Sono state 31 le partite giocate nella stagione 2000/01 con tre gol segnati ad Atalanta (trasferta), Napoli (casa) e Lazio (casa). Quello nella stracittadina valse il momentaneo 2-0 e arrivò dopo aver servito l’assist del vantaggio a Batistuta. Quel derby finì 2-2 con il pareggio di Castroman nel recupero. Oggi è un immobiliarista.

 

 

 

 

Vincenzo Montella – Secondo miglior marcatore della squadra con 13 gol insieme a Francesco Totti, ha contribuito in maniera determinante alla vittoria del terzo scudetto romanista. Sua infatti, la rete del definitivo 2-2 in casa della Juventus, come è stata sua quella del momentaneo raddoppio nell’ultima partita contro il Parma. Tra le altre invece, ricordiamo la doppietta nel 3-2 all’Inter e lo splendido pallonetto dalla distanza che valse l’1-1 contro il Milan alla terzultima giornata. In quella stagione si fece notare anche per le polemiche a distanza con Capello che spesso gli preferiva Delvecchio per i motivi sopra spiegati. Da ricordare, sotto questo aspetto, la lite prima del suo ingresso in campo nel convulso finale di Napoli-Roma alla penultima giornata. Il suo più grande merito in quella stagione è stato quello di essersi fatto trovare pronto nel momento in cui Batistuta ha accusato qualche problema fisico che lo ha tenuto lontano dal campo. Cinque gol nelle tre sfide con Vicenza, Inter e Brescia che sono valsi 9 punti alla Roma. Dopo aver smesso di giocare ha cominciato la carriera da allenatore proprio con la Roma. Poi diverse esperienze in A con Catania, Fiorentina e Milan prima dell’estero. Oggi è ct della Turchia con cui sta disputando il Mondiale 2026.

Vincenzo Montella – Secondo miglior marcatore della squadra con 13 gol insieme a Francesco Totti, ha contribuito in maniera determinante alla vittoria del terzo scudetto romanista. Sua infatti, la rete del definitivo 2-2 in casa della Juventus, come è stata sua quella del momentaneo raddoppio nell’ultima partita contro il Parma. Tra le altre invece, ricordiamo la doppietta nel 3-2 all’Inter e lo splendido pallonetto dalla distanza che valse l’1-1 contro il Milan alla terzultima giornata. In quella stagione si fece notare anche per le polemiche a distanza con Capello che spesso gli preferiva Delvecchio per i motivi sopra spiegati. Da ricordare, sotto questo aspetto, la lite prima del suo ingresso in campo nel convulso finale di Napoli-Roma alla penultima giornata. Il suo più grande merito in quella stagione è stato quello di essersi fatto trovare pronto nel momento in cui Batistuta ha accusato qualche problema fisico che lo ha tenuto lontano dal campo. Cinque gol nelle tre sfide con Vicenza, Inter e Brescia che sono valsi 9 punti alla Roma. Dopo aver smesso di giocare ha cominciato la carriera da allenatore proprio con la Roma. Poi diverse esperienze in A con Catania, Fiorentina e Milan prima dell’estero. Oggi è ct della Turchia con cui sta disputando il Mondiale 2026.

 

Francesco Totti – Capitano della Roma campione d’Italia, vince lo scudetto da assoluto protagonista nel momento migliore della sua carriera, quello tra i 24 e i 25 anni. Suo il primo gol assoluto dei giallorossi in quel campionato, un colpo di testa che sblocca la gara casalinga contro il Bologna. Suo anche quello che apre il 3-1 al Parma nell’ultima partita, quella che vale lo scudetto. Una rete quest’ultima, condita da un’esultanza verso il pubblico giallorosso scandendo le parole “è vostro”. Uomo assist e spogliatoio oltre che goleador (anche per lui 13 centri in campionato), di Totti va ricordato anche il gol al volo di sinistro all’Udinese su assist di Cafù. Uno dei suoi più belli di sempre che qualche anno dopo ha replicato a Genova contro la Samp da posizione più defilata. Dopo il è ritiro nel 2017 è stato uomo immagine della Roma per due anni. Oggi lo vediamo spesso in tornei di Padel con altri ex calciatori tra cui Candela.

Francesco Totti – Capitano della Roma campione d’Italia, vince lo scudetto da assoluto protagonista nel momento migliore della sua carriera, quello tra i 24 e i 25 anni. Suo il primo gol assoluto dei giallorossi in quel campionato, un colpo di testa che sblocca la gara casalinga contro il Bologna. Suo anche quello che apre il 3-1 al Parma nell’ultima partita, quella che vale lo scudetto. Una rete quest’ultima, condita da un’esultanza verso il pubblico giallorosso scandendo le parole “è vostro”. Uomo assist e spogliatoio oltre che goleador (anche per lui 13 centri in campionato), di Totti va ricordato anche il gol al volo di sinistro all’Udinese su assist di Cafù. Uno dei suoi più belli di sempre che qualche anno dopo ha replicato a Genova contro la Samp da posizione più defilata. Dopo il ritiro nel 2017 è stato uomo immagine della Roma per due anni. Oggi lo vediamo spesso in tornei di padel con altri ex calciatori tra cui Candela.

 

Gabriel Omar Batistuta – Vero colpo di mercato della sessione estiva giallorossa, ha un apporto decisivo sullo scudetto della Roma. Sono 20 i suoi gol in campionato in 28 partite che lo portano ad essere il miglior marcatore della squadra. Da ricordare tra i tanti quello alla Fiorentina, sua ex squadra all’Olimpico che vale l’1-0 finale su assist di Zago con tanto di lacrime. Poi la decisiva doppietta al Parma nell’ultima di andata in 9 minuti tra il 74’ e l’83’ che ha avuto un grande significato sul tricolore. E ancora, la tripletta a Brescia nel girone d’andata dopo la prima sconfitta in campionato in casa dell’Inter e il gol al Verona l’1 aprile 2001 che valse il momentaneo 2-1 prima della rete di Montella che chiuse quel match. Una sfida che per Batistuta aveva significato il rientro dopo l’infortunio e che lanciò la Roma nello stesso giorno in cui la Juve veniva fermata in casa dal Brescia. Poi il gol nel derby su assist di Delvecchio con relativa esultanza a mimare la “mitraglia” suo storico marchio di fabbrica per festeggiare i gol sin da Firenze. Infine l’ultimo gol, quello vero dello scudetto che valse il 3-0 contro il Parma che fece capire a tutti i tifosi giallorossi che era tutto vero e che la Roma di lì a poco sarebbe diventata sul serio campione d’Italia. Dopo il ritiro è tornato in Argentina dove vive tuttora lontano dai riflettori che nemmeno in carriera ha mai tanto amato.

Gabriel Omar Batistuta – Vero colpo di mercato della sessione estiva giallorossa, ha un apporto decisivo sullo scudetto della Roma. Sono 20 i suoi gol in campionato in 28 partite che lo portano ad essere il miglior marcatore della squadra. Da ricordare tra i tanti quello alla Fiorentina, sua ex squadra all’Olimpico che vale l’1-0 finale su assist di Zago con tanto di lacrime. Poi la decisiva doppietta al Parma nell’ultima di andata in 9 minuti tra il 74’ e l’83’ che ha avuto un grande significato sul tricolore. E ancora, la tripletta a Brescia nel girone d’andata dopo la prima sconfitta in campionato in casa dell’Inter e il gol al Verona l’1 aprile 2001 che valse il momentaneo 2-1 prima della rete di Montella che chiuse quel match. Una sfida che per Batistuta aveva significato il rientro dopo l’infortunio e che lanciò la Roma nello stesso giorno in cui la Juve veniva fermata in casa dal Brescia. Poi il gol nel derby su assist di Delvecchio con relativa esultanza a mimare la “mitraglia” suo storico marchio di fabbrica per festeggiare i gol sin da Firenze. Infine l’ultimo gol, quello vero dello scudetto che valse il 3-0 contro il Parma che fece capire a tutti i tifosi giallorossi che era tutto vero e che la Roma di lì a poco sarebbe diventata sul serio campione d’Italia. Dopo il ritiro è tornato in Argentina dove vive tuttora lontano dai riflettori che nemmeno in carriera ha mai tanto amato.

 

Fabio Capello – Artefice e condottiero del terzo scudetto romanista. Un trionfo che gli vale un posto d’onore nella storia del club giallorosso e che a 25 anni di distanza fa capire ancor di più la grandezza di quell’impresa sportiva arrivata ad un anno da quella laziale. La sua più grande intuizione tattica di quella stagione è stata quella di Delvecchio ala tornante e terzino. Ciò che si è visto meno e che oggi non può non essere menzionato, riguarda la sua capacità di aver tenuto unito il gruppo nei momenti difficili, come dalla precoce eliminazione in Coppa Italia con l’Atalanta ad inizio stagione e la successiva contestazione dei tifosi, oppure nei momenti difficili che hanno seguito gli infortuni di Emerson e di Batistuta. Nemmeno è stato semplice gestire uno scalpitante Montella. Nonostante il suo passaggio alla Juve nel 2004 che non è piaciuto ai tifosi, resta il condottiero di una squadra forte diventata grande ed entrata nella storia con quello scudetto.

Fabio Capello – Artefice e condottiero del terzo scudetto romanista. Un trionfo che gli vale un posto d’onore nella storia del club giallorosso e che a 25 anni di distanza fa capire ancor di più la grandezza di quell’impresa sportiva arrivata ad un anno da quella laziale. La sua più grande intuizione tattica di quella stagione è stata quella di Delvecchio ala tornante e terzino. Ciò che si è visto meno e che oggi non può non essere menzionato, riguarda la sua capacità di aver tenuto unito il gruppo nei momenti difficili, come la precoce eliminazione dalla Coppa Italia con l’Atalanta neo-promossa ad inizio stagione e la successiva contestazione dei tifosi, oppure nei momenti difficili che hanno seguito gli infortuni di Emerson e di Batistuta. Nemmeno è stato semplice gestire uno scalpitante Montella. Nonostante il suo passaggio alla Juve nel 2004 che non è piaciuto ai tifosi, resta il condottiero di una squadra forte, diventata grande ed entrata nella storia con quello scudetto.