Miss Italia torna a guardare alla formazione e al talento come strumenti per costruire un futuro oltre la passerella. E lo fa partendo dal teatro e da una professionista che ha attraversato settant’anni di spettacolo italiano: Fioretta Mari, scelta come coach di recitazione dell’Academy di Miss Italia 2026, il nuovo percorso voluto dalla patron Patrizia Mirigliani per affiancare alla competizione un progetto dedicato alla preparazione artistica delle concorrenti.
Attrice, regista e insegnante, Mari rappresenta il primo tassello dell’Academy e avrà il compito di lavorare sulla recitazione, riportando al centro quella vocazione che ha accompagnato Miss Italia per buona parte della sua storia: essere non soltanto un concorso di bellezza, ma anche una possibile porta d’ingresso nel mondo del cinema, della televisione e dello spettacolo.
«Mi accingo a essere la coach di un nuovo format di Miss Italia dedicato alla recitazione dove torneranno le grandi e brave attrici di Miss Italia, come succedeva una volta», ha spiegato Fioretta Mari, indicando nel teatro il punto di partenza di qualsiasi percorso artistico. «Prima deve arrivare il teatro», perché «tutto nasce dal teatro». Un principio al quale la nuova coach affianca un’altra convinzione: in un settore capace di consumare rapidamente volti e notorietà, «bisogna durare, più che arrivare».
Un’impostazione che segna la direzione scelta per Miss Italia 2026: trasformare la visibilità offerta dal Concorso in un’occasione di studio, crescita e possibile sviluppo professionale. Una filosofia che trova un precedente significativo proprio nel rapporto tra Fioretta Mari e la manifestazione.
È il 2008 quando a Miss Italia arriva una giovane Miriam Leone. Mari ricorda che la concorrente era stata inizialmente esclusa e racconta di averne intuito le potenzialità, facendola esibire davanti a giornalisti e fotografi nella celebre scena di Anna Magnani in “Roma città aperta”. «Fece impazzire tutti. Quella stessa sera la feci riammettere e vinse Miss Italia», ha ricordato.
Quella ragazza avrebbe poi costruito una delle carriere cinematografiche e televisive più importanti tra quelle nate dal Concorso negli ultimi decenni. Un episodio che oggi assume anche il valore di manifesto dell’Academy: riconoscere una potenzialità, darle gli strumenti per emergere e creare le condizioni perché possa trasformarsi in un percorso professionale.
A sottolineare questo aspetto è stata la patron Patrizia Mirigliani, che ha ringraziato pubblicamente Mari per aver scelto di mettere «settant’anni di teatro, esperienza e passione al servizio delle ragazze di Miss Italia». Richiamando proprio l’episodio di Miriam Leone, Mirigliani ha evidenziato «la capacità di riconoscere un talento e di avere il coraggio di sostenerlo».
Da qui il mandato affidato alla nuova coach: «È proprio questo che vorrei trasmettessi oggi alle nostre ragazze: studio, preparazione, personalità e consapevolezza. Perché, come hai detto tu, non basta arrivare: bisogna saper durare».
L’Academy si inserisce così nella costruzione della nuova edizione di Miss Italia, pur restando distinta dalle Prefinali Nazionali in programma dall’1 al 3 settembre al Palazzo dello Spettacolo di Roma. Un’edizione particolare, quella del 2026, che celebra gli 80 anni dal 1946, anno in cui il Concorso assunse ufficialmente il nome di Miss Italia.
Con Fioretta Mari parte dunque un progetto che punta a riannodare il rapporto storico tra il Concorso e il mondo dello spettacolo. Cinema, teatro, moda e formazione tornano a incontrarsi con l’obiettivo di offrire alle concorrenti qualcosa che possa andare oltre una fascia o una corona: competenze, consapevolezza e opportunità per provare a costruire una carriera.
