percorso lunghissimo e bellissimo che s’è concluso in maniera splendida

di Leonardo Tardioli

 

Quando il Frosinone affronta una squadra allenata da Fabio Grosso viene quasi spontaneo pensare al percorso da allenatore del campione del mondo 2006 sulla panchina giallazzurra. Due anni dalla primavera 2021 a giugno 2023 in cui lo stesso Grosso ha scritto una delle pagine più belle della storia recente dei ciociari riportandoli in serie A e come nessuno aveva mai fatto prima: vincendo il campionato. Non solo, perchè quel successo è stato talmente netto che è arrivato con quattro giornate di anticipo, a testimonianza di quanto giocasse bene e fosse forte quella squadra.

L’1 maggio: una data che lega Fabio Grosso e il Frosinone

Nella vita di tutti gli esseri umani esistono date e giorni da ricordare in positivo e sicuramente per Fabio Grosso l’1 maggio fa parte di questo aspetto e della sua storia sportiva con il Frosinone. Quasi se il destino si fosse intrecciato e avesse deciso di fermarsi lì in ben due occasioni, legando lui e i colori giallazzurri. Quando lo stesso Grosso viene annunciato come nuovo allenatore del Frosinone è il 23 marzo 2021, la stagione si avvia alla conclusione e nonostante i ciociari venissero dalla finale playoff persa contro lo Spezia nell’annata precedente, in questa sono dodicesimi. Sulla panchina c’è un altro campione del mondo, Alessandro Nesta che viene sollevato dall’incarico. Grosso debutta contro la Reggiana – una squadra in cui Nesta farà bene in futuro – pareggiando 0-0. Ci vorrà un mese che prima che trovi il suo primo successo da allenatore ciociaro. Ed ecco il primo punto che mette il destino: 1 maggio 2021, l’avversario è il Pisa e arriva un netto 3-1. Tuttavia la stagione finisce con un 10° posto. Si va in vacanza e in quella successiva le cose migliorano di poco. I giallazzurri lottano per accedere ai playoff vedendo sfumare la qualificazione all’ultimo turno per via degli scontri diretti con il Perugia con cui arrivano a pari punti. Dunque arriva un 9° posto e Grosso pensa di lasciare, ma si sa che il destino arriva oltre gli umani e così l’allora Dt del Frosinone Guido Angelozzi non lo ascolta e lo manda in vacanza dandogli appuntamento all’inizio della preparazione per la nuova stagione. Così Grosso resta e prosegue dritto per la sua strada trovando una squadra profondamente rinnovata. Via i giocatori che erano li da tempo, come ad esempio Ciano e che avevano comunque dato tanto alla causa e dentro giovani italiani e promettenti insieme ad altri calciatori esperti. In porta arriva Turati, in difesa l’esperto Fabio Lucioni che sarà anche il capitano, a centrocampo Mazzitelli e poi Francesco Gelli, Monterisi – l’attuale capitano – Caso, Roberto Insigne, Borrelli e Mulattieri. Questi sono i nomi più rilevanti della campagna acquisti estiva e sul campo la squadra va. Il Frosinone gioca con il 4-3-3 e gioca bene. Ad Autunno inoltrato inizia a prendere vantaggio sulle concorrenti e a marzo, quando arriva la primavera il distacco è di quelli importanti. Il successo esterno nell’infrasettimanale sulla Spalla è una prova di forza, quello a Perugia in aprile anche – il destino fa il suo anche qui – e quando arriva maggio la serie A è li, dietro l’angolo e quasi ad un passo. Quel passo però va ancora fatto e arriverà in una data precisa: l’1 maggio. Proprio quella sera il Frosinone supera 3-1 la Reggina allo Stirpe e viene matematicamente promosso in serie A. Quel giorno piove e la partita si gioca sotto l’acqua e pioverà anche dopo, durante i festeggiamenti. A segnare saranno proprio tre giocatori arrivati in estate: Borrelli che sblocca la gara, Roberto Insigne su rigore e Caso che chiuderà la sfida con il gol del definitivo 3-1. Due settimane dopo arriverà anche la certezza del primo posto con un altro successo casalingo contro il Genoa che salirà in A come secondo. Finisce 3-2 e quel Frosinone sarà premiato a fine campionato in Comune con la cittadinanza onoraria.

L’addio e la panchina d’argento

Forse a sorpresa o forse no, Fabio Grosso lascia il Frosinone al termine di quell’annata. Non sarà lui a guidare i ciociari in serie A. Ripartirà in autunno e da subentrato dal Lione in cui aveva anche militato da giocatore venendo esonerato dopo pochi mesi. Avrà comunque tempo per ricevere un premio prestigioso, la Panchina d’argento che viene assegnata al miglior allenatore del precedente campionato di serie B. I colleghi scelgono lui che a sua volta al momento di ritirare il premio si dice orgoglioso di quanto fatto a Frosinone con Stirpe e Angelozzi. “Ogni volta che lo vedrò mi riporterà agli anni di Frosinone, un percorso lunghissimo e bellissimo che s’è concluso in maniera splendida” dirà precisamente Grosso quel giorno.

Ritrovarsi ancora (dopo la prima volta da avversari)

Sabato 29 agosto alle 18 al Franchi non sarà la prima volta che Fabio Grosso ritroverà il Frosinone da avversario. Era già accaduto nel campionato di serie B 24/25 quello che ha vinto alla guida del Sassuolo. Sono arrivati un successo e una sconfitta. All’andata,  il 14 dicembre 2024 allo Stirpe 1-2 con rete iniziale di Anthony Oyono – un altro dei protagonisti della promozione del 2023 e ancora oggi in giallazzurro – pari dell’ex Mulattieri e gol vincente di Moro. Al ritorno il Frosinone è in piena lotta per la salvezza e vince 1-0 c0n un gol di Bohinen su rigore. La sconfitta non sposta nulla sulla promozione del Sassuolo di Grosso. Adesso invece, è il momento di un nuovo abbraccio che allo stesso Grosso, seppur da avversario, farà tornare in mente proprio quel “percorso lunghissimo e bellissimo che s’è concluso in maniera splendida”.