La bellezza diventa responsabilità e la visibilità uno strumento per rompere il silenzio. Dal Castello di Santa Severa, Miss Italia 2026 ha lanciato un messaggio netto contro violenza di genere, bullismo, cyberbullismo e stalking, dedicando una giornata dell’Academy alla personalità e all’impegno sociale delle finaliste.
L’iniziativa, voluta dalla patron Patrizia Mirigliani e dall’assessore regionale Simona Renata Baldassarre, ha offerto alle ragazze un momento di confronto sul ruolo della donna, sulla tutela delle vittime e sull’importanza di riconoscere ogni forma di abuso e sopraffazione.
«Ho trovato giovani preparate e consapevoli, perché oggi la bellezza deve accompagnarsi a carattere, talento e coscienza del proprio valore», ha dichiarato Simona Renata Baldassarre, sottolineando che «le più giovani devono sapere di non essere sole. La Regione Lazio e le Istituzioni ci sono e chiedere aiuto non deve mai fare paura».
A guidare la lezione sulla personalità è stata Anna Vagli, criminologa forense e coach dell’Academy, che ha lavorato con le finaliste sulla conoscenza di sé, sull’autenticità e sulla capacità di riconoscere fragilità e punti di forza. Un percorso che ha legato la crescita personale alla responsabilità delle parole, dei comportamenti e delle relazioni.
«Da anni Miss Italia sceglie di non restare in silenzio. La personalità delle nostre ragazze si misura anche nel coraggio di affrontare i problemi della società e di diventare voce per chi non riesce a farsi ascoltare», ha affermato Patrizia Mirigliani.
L’impegno si inserisce nel percorso sociale già portato avanti da Miss Italia insieme al Codacons, attraverso lo Sportello Antistalking dedicato all’ascolto e al sostegno delle vittime. Nella cornice del Castello, simbolo del patrimonio culturale della Regione Lazio, la “sfida oltre la bellezza” ha assunto così un significato concreto: contrastare l’indifferenza e promuovere una cultura fondata sul rispetto.
