La Corte d’Appello di Roma assolve l’ex Sindaco di Marino ed ex consigliere regionale del Lazio dall’accusa di corruzione perché il fatto non sussiste. Ridotta a otto mesi la pena per le contestazioni residue, che saranno oggetto di ricorso in Cassazione e per le quali si pone anche la questione della prescrizione. Otto anni di vicende giudiziarie, accuse, polemiche e conseguenze personali e politiche. Ora, per Adriano Palozzi, ex sindaco di Marino ed ex consigliere regionale del Lazio, arriva una sentenza importante nell’ambito del processo legato al progetto del nuovo Stadio della Roma a Tor di Valle.
La Terza Sezione Penale della Corte d’Appello di Roma, con la sentenza pronunciata il 19 ottobre, ha infatti assolto Palozzi dall’accusa di corruzione perché il fatto non sussiste. Una vicenda che ha avuto un forte impatto sulla carriera politica dell’ex amministratore, coinvolto nel 2018 in una delle inchieste giudiziarie più discusse della Capitale. A commentare la decisione è stato lo stesso Palozzi, che ha affidato ai social parole cariche di emozione, ma anche di amarezza per il lungo percorso affrontato. “Dopo 8 anni di processo arriva una parola che pesa più di tante altre: assolto dalla corruzione perché il fatto non sussiste”. Una dichiarazione che racchiude il significato personale di una battaglia giudiziaria durata anni.
“Un’accusa infamante, che ha segnato profondamente la mia vita personale e pubblica. Oggi, su questo punto, parla la sentenza”. L’ex consigliere regionale non nasconde il peso delle conseguenze che la vicenda ha avuto sulla sua vita, scegliendo tuttavia di non utilizzare toni trionfalistici. “Non c’è trionfalismo, ma la consapevolezza che la verità ha bisogno di tempo e che la dignità merita di essere difesa fino in fondo”.
Il procedimento giudiziario era nato dall’inchiesta sul progetto dello Stadio della Roma, un’indagine che aveva coinvolto amministratori pubblici, esponenti politici, professionisti e imprenditori. La sentenza d’appello ha modificato profondamente diverse decisioni di primo grado, portando anche all’assoluzione di altri protagonisti della vicenda, tra cui l’ex presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito e gli avvocati Luca Lanzalone e Camillo Mezzacapo.
Per Palozzi, il venir meno dell’accusa di corruzione rappresenta un passaggio particolarmente rilevante. Rimane aperta la questione delle contestazioni residue, sulle quali sarà chiamata a pronunciarsi la Cassazione, anche alla luce delle valutazioni relative alla prescrizione. Resta soprattutto il tema del tempo trascorso, otto anni che, come sottolinea l’ex sindaco di Marino, hanno lasciato un segno profondo non soltanto sul piano giudiziario, ma anche su quello umano e politico.
“Otto anni sono tanti. La fiducia nella giustizia, nonostante tutto, resta”.
Sono queste le parole con cui Palozzi conclude il suo intervento, ribadendo la fiducia nella magistratura nonostante le difficoltà affrontate. Una sentenza che segna dunque una svolta importante in una vicenda giudiziaria complessa e che riporta al centro del dibattito anche il tema delle conseguenze personali, familiari e politiche che un procedimento penale di lunga durata può determinare, ben prima della sua conclusione definitiva.

