«Arrivederci Roma» arriva alla prima assoluta con il Teatro Trastevere già tutto esaurito. La commedia scritta e diretta da Cristina Bevilacqua andrà in scena mercoledì 11 novembre alle 20.30, in via Jacopa de’ Settesoli 3. Il titolo riporta all’orecchio la canzone di Renato Rascel, alla sua «Fontana de Trevi» e a quella monetina affidata all’acqua con la speranza di tornare. Stavolta, per ritrovare Roma, basta salire qualche rampa di scale. In cima ci sono un terrazzo, i panni stesi e un cielo che minaccia pioggia.
Sul terrazzo ci sono Nina e Nanda. Si punzecchiano, si confidano e, con quella maniera tutta romana di avvicinarsi alle cose serie attraverso una battuta, finiscono per dirsi più di quanto avessero previsto. Da qui in avanti la parola spetta a loro. Una storia rimasta al riparo dagli occhi del mondo merita di essere scoperta in platea, una battuta alla volta.
Nella canzone c’è anche chi parte e spera di ritrovare, al ritorno, lo stesso amore. È forse questo il richiamo che sento più vicino alla Roma che mi interessa. Una città che sa ascoltare senza fare di una confidenza un processo e che, quando l’amore è vero, sa riconoscerlo senza chiedere spiegazioni. Quel «io nun te scorderò» mi fa pensare proprio a questa Roma. Forse esiste ancora e siamo noi a passarle accanto con troppa fretta. Mercoledì la cercherò dalla platea, su invito di Cristina Bevilacqua, che ringrazio.
Con Cristina Bevilacqua e Zuena Mattiussi saranno in scena Anthony Rosa e Barbara Ianni, che interpreterà anche una canzone inedita scritta dalla regista. Al racconto contribuiscono le voci di Simone Montanari, Manuela Boccanera, Roberto Empiri e Francesco Perri. Le scene e i costumi sono di Tonycreation, il suono e le luci di Danilo Zuliani, le fotografie di scena di Francesco Nannarelli.
Nella canzone, la monetina è una promessa di ritorno. A Trastevere, intanto, c’è già una platea che ha scelto di esserci. Quel tutto esaurito mi fa piacere per una ragione precisa. Le belle storie sanno ancora muovere le persone, anche quando, per ora, di una storia si conoscono soltanto due nomi e il luogo in cui comincia.
Massimiliano Baglioni