“Nella mattinata di ieri, grazie ad un’attenta osservazione e successiva perquisizione nel Reparto G8 del carcere Romano di Rebibbia Nuovo Complesso, sono stati rinvenuti ben due pacchi, di cui uno proveniente da un drone, contenenti sostanze e oggetti illegali”, lo comunica Leo Beneduci – Segretario Generale dell’OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria.

I sequestri

Nei due pacchi, sono stati rinvenuti 18 telefoni smartphone con relativi caricabatterie, 1 Ipad, 1 tablet, 1 bilancino di precisione, 1 certificato di autenticità di un diamante da 7,05 carati, 7 cuffie usb con microfono, 24 grammi di cocaina, 99 grammi di hashish e un rilevatore Gps.

“Un sequestro del genere, conferma ancora una volta il livello di criminalità esistente riguardo all’introduzione di sostanze e oggetti illeciti nei carceri Italiani – continua il Segretario Generale OSAPP – e, conferma anche, ove ce ne fosse ancora bisogno, da un lato il florido commercio che attornia le carceri e che, gestito dalle criminalità organizzate, sono le famiglie dei detenuti o gli stessi detenuti a dover sostenere in vario modo. Altrettanto evidente – prosegue il sindacalista – l’inadeguatezza dell’amministrazione penitenziaria, a cui difettano del tutto di iniziative atte a prevenire tali introduzioni”.

Agenti a rischio

“Questa situazione – denuncia il leader del sindacato – mette quotidianamente a repentaglio la sicurezza e il benessere di chi lavora nelle carceri, rendendo sempre più difficoltosa una gestione serena della struttura penitenziaria e, a lungo andare incide sulla sicurezza della Collettività a cui i detenuti, per nulla recuperati e persino rafforzati nella loro appartenenza criminale, pervengono a fine pena”.

Sovraffollamento nelle celle e carenza di personale fuori

L’OSAPP sottolinea l’urgenza di interventi strutturali e di un rafforzamento degli organici per garantire condizioni di lavoro dignitose e tutelare l’incolumità di tutte le persone coinvolte, richiamando l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di una riforma profonda del sistema penitenziario.

I droni per portare la droga

“L’uso sempre più intenso di droni – continua Leo Beneduci – segnala e rende indispensabili l’adozione di nuove strategie e tecnologie di contrasto, affinché le prigioni non diventino terreno fertile per attività illecite e traffici pericolosi. Di fronte a questi eventi, emerge la necessità di un rinnovato impegno da parte delle istituzioni per garantire l’efficacia della prevenzione e la tutela della legalità all’interno degli istituti penitenziari italiani”.

“Un particolare ringraziamento, infine, – conclude Beneduci – è dovuto a tutto personale di Polizia Penitenziaria che ha partecipato a questa operazione che, nonostante la gravissima carenza d’organico dell’Istituto penitenziario romano, ha fatto sentire ancora una volta la presenza dello Stato”.