Oltre duemila persone hanno affollato la sala dell’Ergife Palace Hotel di Roma per il congresso nazionale di Democrazia Sovrana Popolare (DSP), svoltosi il 31 gennaio e il 1 febbraio.
Patrizia Caproni e Francesca Antinozzi dell’ufficio politico di DSP hanno aperto i lavori con i saluti di benvenuto rivolti ai rappresentanti di movimenti politici internazionali e agli ambasciatori presenti in sala o collegati in videoconferenza. Tra i paesi rappresentati figuravano nazioni dell’Africa centrale, del Centro America, la Russia, la Repubblica Popolare Cinese, Cuba, la Repubblica Popolare Democratica di Corea, la Repubblica Islamica dell’Iran, nonché esponenti della Lega Araba, dell’agenzia stampa libanese e di quella statunitense.
Tra gli interventi simbolici ha spiccato quello di Rosangela Mattei, nipote del fondatore dell’ENI Enrico Mattei, che ha richiamato l’eredità della politica energetica autonoma italiana. Il movimento ha ribadito la propria critica all’unipolarismo occidentale e la richiesta di un ordine mondiale multipolare. Particolare interesse ha suscitato l’intervento dell’ambasciatore russo Alexey Paramonov che ha portato i saluti del Ministro degli Esteri Sergej Viktorovič Lavrov, accolto con attenzione e applaudito dalla platea sebbene in questi giorni l’ambasciata dell’ Ucraina a Roma non abbia accolto con favore il suo intervento.
Rizzo ha ricordato che l’Ucraina non è uno Stato europeo ne tanto meno membro della Nato e aggiunge: “Ha diritto di difendersi? E allora diamo le armi a tutti?Quanto ci è costato fino adesso fornire le armi all’Ucraina?Ci ha dichiarato guerra la Russia?,forse questo tipo di politica estera sarebbe il caso di rivederla per bene…Noi non siamo invasi dai Russi noi siamo invasi da un esercito industriale di riserva fatto da milioni di immigrati che sono dei disperati noi dobbiamo ridare l’africa agli africani e quelli che ci sono devono essere integrati tutti, rom compresi perché non si capiscono i due pesi e le due misure: la famiglia del bosco viene tutelata in un certo modo, i bimbi rom dei campi vengono tutelati in un altro modo…parlando dell’immigrazione lo dico avendo sempre chiara la legge finanziaria, 21 miliardi di euro dati Istat del 2024, le rimesse all’estero di immigranti sono pari a 8 miliardi di euro, ovvero quasi il 40 percento della legge finanziaria e volendo dire la verità ,è certo che sono lavoratori e pertanto dei loro risparmi fanno quello che vogliono, ma come mai che riescono ad avere delle rimesse cosi alte?, forse perché c’è uno stato sociale in Italia che viene intercettato da questo esercito industriale di riserva: case popolari, sussidi, asili nido.
DSP ha presentato quattro assi programmatici: sovranità nazionale in politica estera ed energetica, riduzione della dipendenza da Unione Europea e Nato, ricerca di soluzioni diplomatiche ai conflitti internazionali e difesa degli interessi delle classi popolari. Sul palco si sono alternati esperti come il docente Michele Corti, il direttore di Analisi Difesa Gianandrea Gaiani e l’ex magistrato Michele Nardi, Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industri che ha parlato di lavoro e di costo dell’energia. I lavori hanno affrontato temi quali la sicurezza energetica, la crisi delle materie prime e i limiti imposti ai Paesi del Sud globale nei rapporti commerciali con l’Occidente.
Rizzo ha denunciato il signoraggio bancario come strumento di subordinazione economica per nazioni ricche di risorse agrarie e minerarie, definite da sempre e a torto “terzo mondo”. Il movimento si è definito “né di destra né di sinistra”, radicandosi in una visione patriottica e anti-globalista.
Tra i relatori anche professionisti dei settori sanitario e giuridico, che hanno analizzato le criticità istituzionali italiane. Nella mattinata di domenica 1 febbraio si sono svolte le votazioni dei delegati e dei coordinatori regionali. Tra gli interventi, quello di Modesto Della Rosa (Lazio sud) e Andrea Romiti (Livorno) hanno espresso una profonda delusione per la scomparsa di una “destra sociale”, accusando la destra attuale di trascurare le necessità territoriali per seguire logiche di partito sempre più distanti dalle esigenze popolari.
Pur privo di rappresentanza parlamentare significativa, DSP punta a ritagliarsi uno spazio nel dibattito politico nazionale e internazionale. La scelta dell’Hotel Ergife, tradizionale sede di appuntamenti politici romani, ha conferito solennità all’iniziativa. Gli organizzatori hanno sottolineato l’interesse crescente verso una proposta alternativa ai due poli tradizionali, mentre critiche bipartisan hanno accompagnato la partecipazione di esponenti legati a governi considerati ostili all’Occidente.
L’evento si è concluso con una standing ovation per il leader del movimento, Marco Rizzo, riconfermato insieme a Francesco Toscano alla guida dell’organizzazione. Il congresso conferma la frammentazione dell’area sovranista italiana e le difficoltà nel tradursi in consenso elettorale. Rizzo ha cercato di unificare le diverse componenti attorno al tema della sovranità energetica e alimentare, utilizzando il riferimento storico a Enrico Mattei come elemento di sintesi ideologica. DSP annuncia ora una campagna territoriale per ampliare la propria base sociale. L’appuntamento dell’Ergife resterà nella cronaca politica come esempio delle dinamiche dell’area sovranista extra parlamentare.
Gabriele Steri


