Lo scorso 2 febbraio, dell’Università di KU Leuven ha conferito a Mario Draghi la laurea honoris causa, un riconoscimento di alto profilo a una figura che ha segnato in modo decisivo il dibattito economico europeo e internazionale degli ultimi decenni. La scelta dell’ateneo belga, tra i più antichi e prestigiosi d’Europa, sottolinea il valore accademico e civile di una carriera che ha coniugato rigore teorico e visione politica.

Nel corso della sua attività, Draghi ha ricoperto ruoli chiave nelle principali istituzioni economiche, distinguendosi per la capacità di guidare processi complessi in momenti di forte instabilità. Dalla Banca d’Italia alla guida della Banca Centrale Europea (BCE), fino all’impegno come Presidente del Consiglio dei ministri, il suo approccio ha spesso messo al centro la credibilità delle istituzioni, la cooperazione europea e la tutela della coesione sociale.

La motivazione del conferimento da parte di Leuven richiama proprio questa sintesi tra competenza tecnica e responsabilità pubblica. L’università riconosce in Draghi un esempio di leadership fondata sulla conoscenza, capace di tradurre l’analisi economica in decisioni efficaci e orientate al bene comune. In particolare, viene valorizzato il contributo dato alla stabilità dell’area euro e alla difesa del progetto europeo in una fase storica segnata da crisi finanziarie, pandemiche e geopolitiche.

Durante la cerimonia, Draghi ha pronunciato un intervento centrato in particolare sulle sfide attuali e future dell’Europa: ha avvertito che l’ordine globale è “ormai defunto” e ha sottolineato la necessità per l’Unione europea di assumere un ruolo più forte e autonomo nello scenario mondiale, evitando di diventare “sottomessa, divisa e deindustrializzata”.

Per l’ex presidente della BCE, l’Europa deve fare una scelta fondamentale: decidere se restare un grande mercato influenzato da altri o diventare una potenza federale con capacità di negoziazione e decisione unitarie. Draghi ha citato il successo delle aree in cui l’Unione europea ha già compiuto passi verso l’integrazione come il commercio, la concorrenza, il mercato unico e la politica monetaria quali esempi di unità che genera rispetto e influenza.

Il discorso ha richiamato i leader europei a non rimandare scelte politiche decisive e a rafforzare l’integrazione per affrontare le tensioni geopolitiche, commerciali e tecnologiche del presente, invitando a superare una visione puramente confederale verso una più ambiziosa “federazione europea”.

Il riconoscimento conferito a Draghi supera così la dimensione celebrativa e si inserisce nel dibattito sul futuro dell’Europa. La scelta di Leuven richiama l’attenzione sul valore di una leadership in una fase segnata da equilibri internazionali in rapido mutamento. Un messaggio che dall’università belga arriva alle istituzioni europee e alle nuove generazioni, indicando nella solidità delle decisioni e nella visione comune le condizioni per affrontare le sfide che attendono l’Unione.

Per maggiori informazioni si rinvia al sito dell’Università di KU Leuven: link.
A cura di Rosaria Anna Gerardi