di Massimiliano Baglioni 

Partecipazione numerosa e clima di confronto hanno caratterizzato, giovedì 12 febbraio alle ore 17.30, l’inaugurazione della nuova sede romana di Pro Italia, in via Quinto Sertorio, nuovo presidio territoriale del movimento nella Capitale. All’evento hanno preso parte attivisti, simpatizzanti e cittadini, a testimonianza di un interesse in crescita attorno al partito e alla sua azione politica sul territorio.
La sede nasce con l’intento dichiarato di diventare un punto stabile di incontro, dialogo e organizzazione politica, aperto al confronto anche critico, con l’obiettivo di riportare il dibattito pubblico al centro della vita civica locale. Un’impostazione ribadita nel corso degli interventi, in cui è stata sottolineata la necessità di una politica fondata sulle idee e sul confronto, non su logiche di imposizione.
Nel suo intervento di ringraziamento, il presidente nazionale del partito e segretario della sezione romana, Matteo Brandi, ha definito la nuova sede “una realtà rara nello scenario politico nazionale”, ribadendo che essa vuole essere “un punto di incontro di pensieri, aperto alla discussione, anche critica, perché la politica deve tornare ad essere animata dalle idee e non dalle imposizioni”.
Forte e centrale, nel corso dell’inaugurazione, l’accento politico sul ruolo dello Stato, con una critica esplicita a quello che è stato definito “uno stato di maestrine”, percepito come eccessivamente dirigista e paternalista. Secondo la linea espressa dai dirigenti del movimento, Pro Italia si oppone a questa impostazione, proponendo invece“uno stato umile” che sappia assumersi responsabilità concrete senza invadere la libertà dei cittadini.
Un passaggio particolarmente marcato ha riguardato la visione istituzionale del partito: uno Stato chiamato ad intervenire con decisione su sicurezza, scuola e salute, ma senza trasformarsi in un apparato moralizzatore o pedagogico. Come ribadito durante gli interventi, l’obiettivo è “uno Stato che si assuma i suoi doveri fondamentali ma che lasci liberi i cittadini, senza trattarli da bambini”.
Parallelamente, è stata confermata la linea identitaria del movimento, con una posizione dichiaratamente antoeuropeista e antieuro, accompagnata da una forte attenzione alla tutela della storia, delle radici e dell’identità del popolo italiano. Esplicito, in tal senso, il “no all’Europa e all’Euro, ritenuti responsabili dell’impoverimento del nostro Paese”, elemento che continua a rappresentare un pilastro della visione politica di Pro Italia.
Non è mancato anche un riferimento di carattere sociale e culturale al cosiddetto “secolo della depressione”, indicato come uno dei mali più profondi della contemporaneità, segnale – secondo quanto emerso – di una crisi non solo economica ma anche valoriale e identitaria.
L’apertura della sede romana di Pro Italia si configura dunque come un passaggio strategico di radicamento nella Capitale e nel Lazio, con l’intento di consolidare la presenza territoriale e favorire un confronto diretto con i cittadini. Un’iniziativa che, alla luce della partecipazione registrata, evidenzia una crescente attenzione verso l’attività del movimento nel panorama politico locale.