Lo scorso 23 febbraio si è tenuto a Bruxelles il Consiglio Affari Esteri, appuntamento che ha riunito i ministri competenti per gli affari esteri dei Ventisette per preparare i prossimi vertici e fare il punto sui dossier più urgenti dell’Unione. Al centro della riunione presieduta dalla vicepresidente della Commissione europea Kaja Kallas, tre temi principali: il sostegno all’Ucraina, la competitività economica europea e il processo di allargamento dell’Unione.

Al centro dei lavori c’è stata la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, con un ampio scambio di opinioni mentre ci si avvicina al quarto anniversario dell’invasione su larga scala. I ministri hanno discusso delle modalità per aumentare la pressione su Mosca e per sostenere Kyiv, anche attraverso un pacchetto di misure restrittive e la revisione del piano di assistenza all’Ucraina, inclusi contributi eccezionali al Ukraine Facility. La prosecuzione delle sanzioni e la prosecuzione del sostegno politico, economico e militare all’Ucraina sono stati al centro del confronto.

I ministri degli esteri hanno ribadito l’impegno politico e finanziario dell’Unione europea a favore di Kyiv. È stata confermata la volontà di garantire continuità agli aiuti macrofinanziari e militari, oltre a proseguire con il coordinamento sulle sanzioni contro la Russia. Nelle conclusioni si sottolinea la necessità di mantenere l’unità europea, considerata elemento chiave per la credibilità internazionale dell’UE e per l’efficacia delle misure adottate.

Altro punto centrale è stato il rafforzamento della competitività europea, in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e transizione energetica. I ministri hanno discusso di semplificazione normativa, attrazione degli investimenti e sostegno all’industria strategica, con particolare attenzione ai settori della tecnologia verde e della difesa. È emersa la richiesta di accelerare l’attuazione delle politiche industriali comuni, riducendo gli oneri amministrativi per le imprese e migliorando il coordinamento tra Stati membri.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’allargamento. I Paesi candidati dei Balcani occidentali e l’Ucraina restano al centro del dibattito politico. Nelle conclusioni, il Consiglio ha ribadito che il processo di adesione si basa sul merito e sul rispetto dei criteri stabiliti, ma ha riconosciuto la valenza strategica dell’allargamento per la stabilità del continente. Si tratta di un passaggio che potrebbe ridefinire gli equilibri interni dell’Unione, rendendo necessarie riforme istituzionali per garantire efficienza decisionale.

Un altro tema rilevante è stata la situazione nel Medio Oriente, in particolare riguardo a Gaza e alla Cisgiordania. I ministri hanno discusso con il rappresentante dell’ONU e con altre figure internazionali sulle prospettive di attuazione del piano globale per porre fine al conflitto, esaminando possibili contributi dell’UE nel sostegno umanitario, nella governance post-crisi e nella sicurezza. Intenso il dibattito anche sulla situazione nei territori palestinesi e sulle misure adottate da Israele nella Cisgiordania occupata, considerate da molti membri una violazione del diritto internazionale.

La riunione ha toccato anche la questione dell’Iran, con una riflessione sulle tensioni legate al programma nucleare di Teheran e sull’importanza di mantenere aperti i canali di dialogo diplomatico per evitare ulteriori escalation, nonostante le preoccupazioni per le attività balistiche e il sostegno a gruppi regionali.

Da ultimo, i ministri hanno affrontato il quadro della situazione in Siria, indicando l’importanza di sostenere processi politici inclusivi e la ricostruzione, oltre a discutere di minacce di sicurezza legate a campi che ospitano ex combattenti di Daesh. L’incontro si è chiuso con un punto sulla lotta alle minacce ibride e alla disinformazione, riconosciute come parte integrante delle nuove sfide alla sicurezza dell’Unione europea.

Le conclusioni del Consiglio delineano una linea di continuità: sostegno fermo all’Ucraina, rafforzamento della base economica europea e apertura controllata verso nuovi membri. In un quadro internazionale incerto, l’Unione europeapunta a consolidare coesione interna e peso geopolitico, preparandosi ai prossimi passaggi decisionali che saranno affrontati nei vertici dei capi di Stato e di Governo. Per maggiori informazioni: link. Per prendere visione delle conclusioni del Consiglio Affari Esteri: link.
di Rosaria Anna Gerardi