Un lungo applauso, l’emiciclo in piedi e un messaggio chiaro: l’Europa non intende arretrare. La visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla plenaria del Parlamento Europeo ha avuto il tono dei momenti destinati a segnare un passaggio politico. Non solo solidarietà, ma una riaffermazione pubblica dell’alleanza tra Kyiv e l’Unione Europea.
Nel suo intervento alla plenaria di Bruxelles, il Presidente Volodymyr Zelensky ha ricordato che ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa su larga scala dell’Ucraina, iniziata il 24 febbraio 2022. Un anniversario che non rappresenta soltanto una data simbolica, ma quattro anni di dolore, resistenza e sacrificio per il popolo ucraino. Zelensky ha sottolineato come, nonostante le distruzioni, le perdite e le sofferenze inflitte dall’aggressione lanciata dalla Russia, l’Ucraina sia rimasta in piedi grazie al coraggio dei suoi cittadini e al sostegno dei partner europei. Questo quarto anno di guerra, ha evidenziato, rafforza la consapevolezza che la sicurezza dell’Ucraina e quella dell’Europa sono inseparabili e che solo restando uniti sarà possibile difendere la libertà e garantire una pace giusta e duratura.
Zelensky ha parlato con toni diretti e carichi di urgenza. Ha ricordato le città colpite, i civili sotto attacco, i soldati al fronte. Ma soprattutto ha insistito su un concetto: la guerra in Ucraina non è un conflitto periferico, bensì uno scontro che riguarda il futuro del continente. “Difendiamo la nostra libertà, ma anche la vostra”, ha detto, chiedendo di mantenere alta la pressione sulla Russia e di rafforzare ulteriormente il sostegno militare e finanziario.
Il presidente ucraino ha poi rilanciato il tema dell’integrazione europea, definendo il percorso di adesione all’Unione Europea come una scelta strategica e irreversibile. L’ingresso dell’Ucraina, ha sottolineato, rappresenterebbe un segnale politico potente contro ogni tentativo di destabilizzazione e un investimento nella sicurezza collettiva europea.
Ad accoglierlo, la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola che, nel suo discorso, ha parlato di ‘responsabilità storica’. Metsola ha ribadito che il Parlamento Europeo è stato fin dall’inizio tra le istituzioni più ferme nel sostenere sanzioni, aiuti economici e assistenza umanitaria. “Saremo al vostro fianco per tutto il tempo necessario”, ha dichiarato, sottolineando come la resistenza ucraina incarni i valori fondanti dell’Unione: democrazia, stato di diritto, dignità umana.
La presidente ha anche richiamato l’unità dei Ventisette, definendola un elemento cruciale in una fase in cui la stabilità europea è messa alla prova. Il conflitto, ha detto, non riguarda solo confini geografici, ma principi condivisi. Tra bandiere ucraine e interventi dei diversi gruppi parlamentari, il messaggio emerso da Bruxelles è stato netto: l’Europa considera il destino dell’Ucraina intrecciato al proprio.
L’intervento di Zelensky e le parole della presidente Metsola hanno confermato che il sostegno europeo non è solo una scelta tattica, ma una posizione politica strutturale. La guerra ha ridefinito le priorità dell’Unione europea, rafforzando l’idea che sicurezza e solidarietà siano oggi più che mai indivisibili. Per prendere visione della registrazione del discorso del Presidente ucraino Zelensky in plenaria: link.
di Rosaria Anna Gerardi
