Ripercorriamo la storia professionale da allenatore tra Claudio Ranieri e la Roma nelle tre esperienze da tecnico dei giallorossi

Era il settembre 2009 quando Claudio Ranieri tornava alla Roma dopo 35 anni. Infatti aveva disputato sei partite da calciatore nella stagione 1973/74 prima di trasferirsi al Catanzaro. Al momento del suo ritorno la squadra non era partita bene in campionato ottenendo due sconfitte in altrettante partite. Lui subentrò a Spalletti e riesci in qualche modo a rimettere la barra dritta. Nel complesso nelle sue tre esperienze da allenatore della Roma ha avuto momenti di alti e bassi che lo hanno portato alle dimissioni come nel 2011 e in ultimo in questa primavera 2026, dove oggi, venerdì 24 aprile è stata formalizzata e ufficializzata la sua separazione professionale dalla stessa Roma.

La rimonta-scudetto del 2010

Come scritto in apertura, Claudio Ranieri è diventato per la prima volta allenatore della Roma nel settembre 2009 e appena debuttò sulla panchina giallorossa riuscì a rimettere in sesto le cose ottenendo tre vittorie e due pareggi nelle prime cinque partite di campionato che rilanciarono la squadra. Ad un breve periodo di alti e bassi seguì quella che poi diventò a tutti gli effetti una rimonta-scudetto nei confronti dell’Inter di Mourinho. Infatti dal 28 ottobre 2009, giorno della sconfitta per 2-1 in casa dell’Udinese la Roma perse una sola partita, il 25 aprile 2010, che le costò proprio quel tricolore. In mezzo una serie impressionante di 24 risultati utili consecutivi con due derby vinti, il successo in casa della Juventus per 1-2 nel recupero con gol di Riise e quello casalingo con lo stesso punteggio sull’Inter che portò i giallorossi a -1 dai nerazzurri. Il sorpasso divenne realtà l’11 aprile 2010 con la vittoria casalinga – sempre per 2-1 – sull’Atalanta. La settimana successiva il derby di ritorno vinto ancora 1-2 contro la Lazio con la doppietta di Vucinic e il rigore parato da Julio Sergio a Floccari con i giallorossi momentaneamente sotto 1-0 che cambiò l’inerzia di una partita in cui Ranieri sostituì all’intervallo Totti e De Rossi. Dopo la sconfitta casalinga con la Sampdoria che di fatto ridiede la testa della classifica all’Inte, la Roma vinse le ultimate partite e nell’intervallo dell’ultima era di nuovo prima. I giallorossi erano avanti 2-0 in casa del Chievo e l’Inter ancora bloccata sullo 0-0 a Siena. Poi nella ripresa il gol di Milito che regalò lo scudetto ai nerazzurri. Lo stesso attaccante argentino tolse anche la Coppa Italia alla Roma, sempre in quella stagione con il suo gol in finale che valse lo 0-1 e così la Roma da un possibile Double si ritrovò senza trofei.

La rimonta del Genoa e le dimissioni del 2011

Dopo la prima stagione Claudio Ranieri resta alla Roma anche in quella successiva e guida la squadra anche in Champions League dove si toglie la soddisfazione di battere in rimonta 3-2 il Bayern Monaco all’Olimpico. L’annata però non inizia bene, i giallorossi perdono la Supercoppa Italiana in casa dell’Inter (3-1) e partono male in campionato perdendo tra le altre 5-1 in casa del Cagliari. La prima vittoria stagionale arriva proprio in casa contro l’Inter ala 5^ giornata con un colpo d testa in tuffo di Vucinic e da fine ottobre comincia ad esserci anche una continuità di risultati che dura fino all’inizio di febbraio, quando la Roma pareggia prima in casa 1-1 con il Brescia e poi perde 5-3 a San Siro contro l’Inter. Nelle due settimane successive arrivano altre tre sconfitte tra campionato e Champions League con Napoli, Shakhtar Donetsk e Genoa. Quest’ultima subita a Marassi è la più clamorosa, perchè all’inizio del secondo tempo i giallorossi erano avanti 0-3 grazie ai gol di Burdisso, Mexes e Totti. Un minuto dopo la terza rete, al 52′ segna Palacio che da avvio alla rimonta genoana che si concretizza in poco più di mezz’ora e all’85’ il punteggio vede i padroni di casa avanti 4-3. Finirà così con le altre reti genoane segnate ancora dallo stesso attaccante argentino e da Paloschi. Dunque due doppiette che segnano il destino di Ranieri che il giorno dopo darà le dimissioni e della Roma che chiuderà sesta con Montella in panchina fino a fine stagione.

Il ritorno del 2019

Quando Claudio Ranieri torna ad allenare la Roma nel marzo 2019 non trova una situazione molto diversa da quella che aveva lasciato otto anni prima. La squadra soffre in campionato e non ha trovato una continuità di risultati, forse anche perchè la squadra della stagione precedente che arrivò in semifinale di Champions League e terza in Serie A è stata smantellata. Al suo arrivo i giallorossi sono stati appena eliminati dalla Champions per mano del Porto e Di Francesco è stato esonerato. Ranieri debutta per la seconda volta da allenatore della Roma l’11 marzo 2019 battendo 2-1 in casa l’Empoli. Poi due sconfitte con Spal e Napoli e un pareggio casalingo contro la Fiorentina, prima di una piccola rimonta-Champions che non si concretizza e che vede la Roma chiudere sesta con l’addio a Daniele De Rossi il 26 maggio 2019 e due anni dopo quello a Francesco Totti che all’epoca è dirigente e che di lì ad un mese lascerà quell’incarico.

Il terzo ritorno: dalla salvezza alla rimonta-Champions

Siamo a novembre 2024, Ivan Juric viene esonerato e la Roma cambia così il secondo allenatore in tre mesi dall’inizio della stagione. Il croato aveva preso in settembre il posto di De Rossi. A metà novembre arriva di nuovo Claudio Ranieri e trova una squadra in zona-retrocessione. All’esordio stavolta arriva una sconfitta in casa del Napoli, 1-0 con gol dell’ex Lukaku e la settimana successiva ne arriva un’altra con l’Atalanta di Gasperini all’Olimpico. In mezzo il pari in rimonta 2-2 in casa del Tottenham in Europa League. Poi un mese altalenante fino alla sconfitta di Como. Da lì la Roma cambia marcia, inizia a trovare una continuità di risultati e quasi come 15 anni prima da dicembre a maggio perde una sola partita, di nuovo con l’Atalanta di Gasperini. Nemmeno gli ultimi due successi su Milan e Torino riescono a qualificare la Roma alla Champions League ma, sempre in maniera simile al 2010, i giallorossi lo sono virtualmente per pochi minuti. Infatti a metà secondo tempo la Juve sta pareggiando 2-2 in casa del Venezia di Di Francesco già retrocesso. L’allenatore di cui Ranieri aveva preso il posto nel 2019. Sembra che il cerchio si stia per chiudere, poi ai bianconeri viene fischiato un rigore a favore che Locatelli trasforma per il 2-3 finale che qualificherà la Juve. Il resto è storia dei giorni nostri con l’esperienza da dirigente, il ruolo decisivo nella scelta di Gasperini come tecnico, l’intervista pre Roma-Pisa e il gelo con lo stesso tecnico fino all’ufficialità dell’addio.