Un’organizzazione criminale ritenuta tra le più pericolose della Capitale è stata colpita da
un’operazione dei carabinieri coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma.
Diciotto le persone arrestate con accuse che vanno dal traffico di droga alle estorsioni, fino ai tentati omicidi,
tutti reati aggravati dal metodo mafioso.
Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe avuto legami diretti con il clan Senese, storica
organizzazione criminale radicata a Roma e collegata alla camorra. Sedici indagati sono stati
trasferiti in carcere, mentre per altri due sono stati disposti gli arresti domiciliari.
L’inchiesta ha ricostruito un sistema capace di gestire l’importazione di grandi quantitativi di
stupefacenti dall’estero e la successiva distribuzione nelle principali piazze di spaccio romane. Ma
al centro delle indagini ci sono anche i rapporti mantenuti con detenuti considerati di alto profilo
all’interno del carcere di Rebibbia.

Le intercettazioni raccolte dagli investigatori descrivono un’organizzazione in grado di influenzare
dinamiche interne al penitenziario, arrivando persino a ordinare aggressioni contro altri detenuti
per regolare conti e conflitti legati agli affari criminali.
All’esterno del carcere, il gruppo avrebbe imposto il proprio controllo attraverso intimidazioni e
violenze. Tra i fatti finiti al centro dell’inchiesta c’è anche il rapimento del padre di un presunto
intermediario nel traffico di droga. L’uomo, secondo gli investigatori, sarebbe stato intimidito sotto
la minaccia di un’arma da fuoco per obbligare il figlio a riconsegnare 200mila euro legati a una
partita di hashish. Gli inquirenti contestano inoltre diverse estorsioni ai danni di spacciatori e
mediatori stranieri.

Le tensioni con bande rivali per il controllo del traffico di stupefacenti avrebbero alimentato una
vera e propria faida nelle strade della Capitale. Due tentati omicidi avvenuti nel quartiere
Tuscolano, con colpi d’arma da fuoco esplosi in strada, avrebbero messo in pericolo anche i
passanti.
La guerra tra gruppi criminali, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stata ancora in
corso nelle scorse settimane. Tra il 14 e il 19 aprile, infatti, i carabinieri avrebbero impedito almeno
cinque nuovi agguati, evitando un’ulteriore escalation di violenza.
Beatrice Progni