Un grido d’allarme rimbalza tra le mura storiche di Monteverde Vecchio, a Roma. Quello che doveva essere un tranquillo viale residenziale si è trasformato, nel giro di poche settimane, nel fulcro di una movida selvaggia e fuori controllo che toglie il sommo ai residenti. Schiamazzi, musica ad altissimo volume, vandalismo e persino violente risse sono ormai all’ordine del giorno su viale Aurelio Saffi. La situazione, stando alle denunce disperate degli abitanti, è precipitata in un degrado costante che rende l’area invivibile.
La denuncia dei residenti e l’escalation della movida
Il malcontento e l’esasperazione di chi vive nella zona sono stati messi nero su bianco attraverso esposti ufficiali e diffide inviate alle autorità competenti. I cittadini descrivono uno scenario notturno spaventoso e desolante che inizia intorno alla mezzanotte e si protrae ininterrottamente fino alle quattro del mattino.
Gruppi di giovani e giovanissimi, molti dei quali provenienti dalle vicine aree di Trastevere, si riversano sotto le finestre delle case. L’asfalto viene utilizzato come un campo da calcio improvvisato, con i palloni che finiscono frequentemente sui terrazzi privati dei primi piani, mentre i decibel della musica sparata a palla superano ogni limite tollerabile. Oltre al caos acustico, i residenti denunciano la presenza di risse tra le comitive e preoccupanti episodi di spaccio di sostanze stupefacenti. La mattina la strada si risveglia sommersa dai rifiuti e dalle bottiglie di vetro vuote, tanto che alcuni abitanti si sono dovuti mobilitare in prima persona per ripulire i marciapiedi e chiedere l’installazione straordinaria di nuovi cassonetti.
Il cantiere bloccato e la strada diventata un vicolo cieco
Il fulcro di questo disagio sociale è strettamente legato a un paradosso burocratico che riguarda la gestione del patrimonio pubblico. Nel mese di maggio era stato infatti pianificato un intervento di manutenzione del verde urbano lungo il viale, finalizzato alla potatura e alla messa in sicurezza delle alberature storiche. Per consentire lo svolgimento dei lavori in sicurezza, il dipartimento mobilità aveva disposto pesanti modifiche alla circolazione stradale, tra cui un restringimento della carreggiata, l’istituzione del limite di velocità a trenta kilometri orari e un divieto di sosta permanente con rimozione forzata.
Tuttavia, le operazioni di sfoltimento e abbattimento delle piante sono state bruscamente interrotte a causa della dura diffida presentata da un’associazione ambientalista. Gli ecologisti hanno sollevato il timore di un grave danno ambientale, lamentando il possibile impoverimento dell’ecosistema locale, la distruzione di tane e nidi di uccelli, oltre alla perdita dell’ombreggiatura naturale in un percorso pedonale di collegamento storico tra Monteverde e Trastevere. A causa di questo stop forzato, il tratto di viale Saffi è rimasto recintato e chiuso al traffico veicolare, trasformandosi di fatto in un vicolo cieco isolato. Questa inaspettata “terra di nessuno” ha fornito lo spazio perfetto, al riparo dal normale transito delle auto, per i raduni indisturbati della movida selvaggia.
Il pericolo del crollo degli alberi sulle abitazioni
Allo scenario di degrado urbano si somma una preoccupazione ancora più grave che minaccia direttamente l’incolumità fisica delle persone: il rischio imminente di crollo delle alberature pericolanti che non sono state potate. I rami pesanti e instabili pendono minacciosamente proprio sopra l’area calpestabile che i giovani hanno scelto come punto di ritrovo fisso sia di giorno che di notte. I residenti sottolineano come gli incidenti non siano un’ipotesi remota: già lo scorso primo maggio un turista di passaggio era rimasto ferito a causa dell’impatto con un ramo sporgente sulla strada.
Il timore diffuso è che un crollo strutturale improvviso possa investire i passanti, i veicoli o danneggiare seriamente le facciate dei palazzi che si affacciano direttamente sulla via. A dimostrazione dell’urgenza, gli abitanti ricordano che il 26 maggio un intero albero è caduto all’interno del cosiddetto Boschetto dei Fortini, sempre su via Saffi, piombando rovinosamente sulla storica scalinata del Righetto. La richiesta della cittadinanza è univoca: sbloccare al più presto la manutenzione straordinaria del verde per garantire la sicurezza collettiva e ristabilire l’ordine pubblico in un quadrante della capitale ormai esasperato.
Damiano Lalli
