Il Parlamento europeo ha dato il via libera, con una larga maggioranza, al pacchetto di misure urgenti proposto dalla Commissione europea per sostenere gli agricoltori che devo affrontare il notevole aumento dei prezzi dei fertilizzanti. Il testo della risoluzione, approvato con procedura d’urgenza, rappresenta una risposta alla crescita dei costi di produzione determinata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che hanno inciso sui mercati delle materie prime e sulle catene di approvvigionamento.
Secondo il Parlamento europeo, l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti è stato alimentato dapprima dagli effetti della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e, più recentemente, dalle tensioni in Medio Oriente e dalle difficoltà nei traffici marittimi, fattori che hanno inciso sulla disponibilità e sul costo dei prodotti impiegati dall’agricoltura europea.
L’Aula di Strasburgo ha approvato la risoluzione con ben 576 voti favorevoli e 62 contrari, sostenendo le modifiche mirate alla Politica agricola comune (PAC) presentate dall’esecutivo europeo nel mese di giugno. L’obiettivo è consentire agli Stati membri di intervenire rapidamente a favore delle aziende agricole maggiormente colpite dall’aumento dei costi dei fertilizzanti.
Tra le principali novità figura l’introduzione di un regime temporaneo di liquidità, che permetterà di coprire fino all’80% dei costi aggiuntivi sostenuti dagli agricoltori per l’acquisto dei fertilizzanti. La proposta punta a evitare che il rincaro dei mezzi tecnici si traduca in una riduzione delle produzioni agricole o in ulteriori aumenti dei prezzi alimentari lungo la filiera.
Inoltre, le modifiche approvate prevedono una maggiore flessibilità nell’attuazione della PAC. Gli Stati membri potranno, infatti, corrispondere nel 2026 anticipi più elevati sui pagamenti diretti destinati agli agricoltori e riprogrammare le risorse disponibili per sostenere il settore nella fase di emergenza. Si tratta di strumenti pensati per migliorare la liquidità delle imprese agricole, particolarmente esposte all’incremento dei costi di produzione.
L’iter parlamentare è stato accelerato attraverso la cosiddetta procedura d’urgenza, una scelta che testimonia la volontà delle istituzioni europee di rendere operative le misure nel più breve tempo possibile. È opportuno ricordare che, prima dell’entrata in vigore, il regolamento dovrà essere formalmente adottato anche dal Consiglio dell’Unione europea.
Il pacchetto di sostegno si inserisce in una strategia più ampia elaborata dalla Commissione europea per attenuare gli effetti del caro fertilizzanti sul comparto agricolo. Parallelamente alle modifiche legislative, Bruxelles ha infatti proposto di rafforzare la riserva di crisi della Politica agricola comune, portandone la dotazione fino a 540 milioni di euro entro la fine dell’anno. La proposta sarà esaminata dagli Stati membri in occasione del Consiglio Agricoltura del prossimo 17 luglio.
La Politica agricola comune rappresenta il principale strumento dell’Unione europea per il sostegno al reddito degli agricoltori e per la stabilità del settore primario. È opportuno sottolineare che le modifiche approvate dall’Eurocamera della sessione plenaria di luglio non cambiano l’impianto della PAC, ma sono volte ad introdurre strumenti eccezionali e temporanei per consentire ai governi nazionali di intervenire con maggiore rapidità in una fase caratterizzata da forti pressioni sui costi di produzione.
A cura di Rosaria Anna Gerardi
