Lo scorso 9 luglio, il Parlamento europeo, riunito a Strasburgo in seduta plenaria, ha dato il via libera all’avvio dei negoziati con il Consiglio dell’Unione europea sul regolamento che introduce l’euro digitale, ovvero una nuova forma elettronica della moneta unica emessa dalla Banca centrale europea (BCE). La decisione è stata approvata in Aula con 416 voti favorevoli e 169 contrari. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di offrire ai cittadini uno strumento di pagamento sicuro, rafforzando al tempo stesso l’autonomia europea rispetto ai fornitori di servizi di pagamento extra Ue.

Inoltre, gli Eurodeputati hanno approvato per alzata di mano il testo che disciplina il ruolo dei prestatori di servizi di pagamento con sede negli Stati membri che non adottano l’euro. Via libera anche al terzo dossier del pacchetto sulla moneta unica, relativo al corso legale delle banconote e delle monete in euro, che non era stato oggetto di contestazioni e potrà, quindi, seguire il proprio iter negoziale.

Dopo l’approvazione del Parlamento europeo, il primo confronto con la Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea, in rappresentanza degli Stati membri è previsto nelle prossime settimane.

Secondo la posizione negoziale approvata dall’Eurocamera, l’euro digitale sarà una nuova forma di moneta elettronica emessa direttamente dalla BCE e potrà essere utilizzata sia online sia offline. Il testo della risoluzione pone particolare attenzione alla tutela della privacy: le transazioni saranno verificate senza rendere pubblici i dati personali degli utenti, che saranno trattati esclusivamente nella misura necessaria al funzionamento del sistema.

Inoltre, la proposta stabilisce che la maggior parte delle imprese sarà tenuta ad accettare i pagamenti in euro digitale. Sono previste deroghe per i lavoratori autonomi e per le piccole e microimprese che già non accettano altre forme di pagamento elettronico.

Tra i punti qualificanti figura anche la gratuità dei servizi di base per gli utenti, come l’apertura e la gestione di un conto in euro digitale, la custodia dei fondi e l’accesso ad almeno uno strumento di pagamento. Per limitare possibili effetti sul sistema finanziario, sarà introdotto un tetto massimo all’importo di euro digitali detenibile da ciascun cittadino.

Inoltre, il Parlamento europeo propone di consentire alle banche e ai prestatori di servizi di pagamento con sede nei Paesi dell’Unione europea che non fanno parte dell’area euro di distribuire la nuova valuta digitale.

Parallelamente, il testo della risoluzione ribadisce l’importanza del denaro contante. Gli Stati dell’area euro dovranno garantire che banconote e monete restino facilmente accessibili, mentre le imprese non potranno rifiutare i pagamenti in contanti. Gli Stati membri saranno chiamati a monitorare regolarmente la disponibilità del contante, con particolare attenzione alle categorie più vulnerabili, tra cui anziani, persone a basso reddito e cittadini privi di accesso ai servizi bancari tradizionali.

A cura di Rosaria Anna Gerardi