Nell’atteso discorso sullo stato dell’Unione (SOTEU), pronunciato in plenaria al Parlamento Europeo di Strasburgo lo scorso 16 settembre 2026, la presidente Ursula Von der Leyen ha delineato le priorità della Commissione Europea per i prossimi mesi, in un’Europa alle prese con tensioni geopolitiche e nuove sfide migratorie. Tra i principali punti del discorso si distinguono la protezione dei più giovani nel mondo digitale, l’obiettivo di portare l’intelligenza artificiale nell’economia reale ed il rafforzamento delle frontiere e costruire nuove alleanze internazionali.

Tra gli annunci destinati ad avere maggiore impatto sulla vita quotidiana c’è la stretta sull’accesso dei giovanissimi ai social network. Von der Leyen ha annunciato in emiciclo alla presenza degli Eurodeputati l’EU Kids Act, ovvero una legge costruita su livelli di protezione differenti a seconda dell’età dei minori. La soglia più netta riguarda i bambini: al di sotto dei 13 anni di età non sarà consentito l’utilizzo dei social media. Per i minori di 15 anni non saranno previsti account personali: tra i 13 e i 15 anni saranno ammessi soltanto mini-account creati e supervisionati dai genitori, con funzionalità limitate e restrizioni sul tempo di utilizzo. La presidente della Commissione europea ha apertamente puntato il dito contro le funzionalità capaci di creare dipendenza e contro i rischi ai quali i minori sono esposti online, compreso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per produrre immagini sessualizzate a partire dalle fotografie delle ragazze.

Proprio l’intelligenza artificiale (IA) rappresenta un altro dei grandi capitoli del discorso. Secondo Von Der Leyen, ridurne i rischi deve servire a massimizzarne i benefici. In questo contesto, ha spiegato che l’Europa non deve necessariamente essere la prima a sviluppare la tecnologia più avanzata: la vera sfida è creare il valore che l’IA non ha ancora generato, trasferendola dallo schermo all’economia reale. L’obiettivo è applicarla nelle fabbriche, negli ospedali, nell’agricoltura di precisione, nelle reti energetiche, nella guida autonoma e nella difesa. L’Europa, secondo Von Der Leyen, può contare su industrie di livello mondiale e su dati di alta qualità, fondamentali per sviluppare modelli di IA industriale su misura. La presidente ha contestualmente annunciato che, nel mese di novembre, la Commissione Europea presenterà nuove iniziative in questi settori strategici per Unione Europea.

Un ulteriore annuncio di forte peso politico riguarda il Canada. Rivolgendosi al premier Mark Carney, presente in Emiciclo a Strasburgo, Von Der Leyen ha proposto di aprire le porte a Ottawa affinché diventi il primo membro associato dell’Unione Europea. L’obiettivo è andare oltre lo storico accordo UE-Canada del 1989 (CETA) e costruire una nuova “Alleanza per il futuro”, creando uno spazio comune di prosperità e sicurezza economica. Merita sottolineare che non si tratta dell’ingresso del Canada nell’Unione Europea, ma della prospettiva di una nuova e più stretta forma di associazione.

Spazio anche al tema attualissimo della migrazione. La presidente Von Der Leyen ha ribadito che devono essere gli europei, e non trafficanti e contrabbandieri, a decidere chi entra nell’Unione e a quali condizioni. La Commissione Europea punta a rafforzare le operazioni di rimpatrio dell’agenzia europea Frontex, i sistemi di allerta precoce e la collaborazione con i Paesi terzi. Ha inoltre annunciato un nuovo strumento europeo per affrontare le emergenze migratorie, in particolare quando i flussi vengono utilizzati a fini politici.

Dal discorso sullo stato dell’Unione pronunciato all’Europarlamento di Strasburgo emerge con forza l’idea di un’Europa che vuole proteggere e, allo stesso tempo, competere sui mercati internazionali. Proteggere i bambini nel mondo digitale e le proprie frontiere, sfruttare l’intelligenza artificiale per rilanciare l’economia e stringere nuove alleanze strategiche, con il Canada indicato come il primo possibile tassello di una nuova rete di partnership europee. Per prendere visione del discorso sullo stato dell’Unione 2026: link.
Rosaria Anna Gerardi