Case sempre meno accessibili, scarsità di alloggi nelle città sotto maggiore pressione e crescita degli affitti brevi. Il tema della crisi abitativa europea è arrivato lo scorso martedì 6 ottobre 2026 nell’Aula del Parlamento Europeo a Strasburgo, dove gli eurodeputati hanno discusso con la Commissione Europea della “Legge sugli alloggi a prezzi accessibili” (tradotto dall’originale Affordable Housing Act), ovvero la proposta di legge con cui Bruxelles vuole fornire agli Stati membri e alle amministrazioni locali nuovi strumenti per intervenire nelle aree dove trovare un’abitazione a prezzi sostenibili è diventato particolarmente difficile.

La proposta in oggetto, presentata dalla Commissione Europea il 9 settembre 2026, parte dalla constatazione che la difficoltà di accesso alla casa riguarda ormai non soltanto le fasce vulnerabili, ma anche una parte crescente delle famiglie a reddito medio. Secondo Bruxelles, il problema incide inoltre sulla mobilità dei lavoratori, sull’accesso all’istruzione e sulla competitività dell’economia europea. Al centro del dibattito a Strasburgo ci sono soprattutto l’aumento dell’offerta di abitazioni e il ruolo degli affitti di breve durata.

Il Commissario europeo per l’Energia e l’Edilizia abitativa, Dan Jørgensen, ha osservato che affitti brevi, seconde case e immobili vuoti non rappresentano l’unica causa della crisi, ma possono contribuire ad aggravarla in determinate zone. L’obiettivo della proposta europea è, quindi, dare maggiore certezza giuridica alle autorità nazionali e locali che intendono intervenire. Ha inoltre sottolineato, durante il dibattito in plenaria, che la Commissione Europea non vuole attaccare i diritti alla proprietà ma che, in generale, è necessario rendersi conto che “se i cittadini hanno la sensazione che i politici non prendano sul serio le loro difficoltà allora presteranno ascolto a chi, secondo loro, potrebbe prenderli sul serio. E ciò potrebbe costituire una minaccia alla democrazia. […] Capisco che si perde fiducia in noi se non affrontiamo le problematiche più vicine ai cittadini”.

Secondo quanto riportato nella proposta della Commissione Europea, Bruxelles non intende stabilire direttamente quali città debbano imporre restrizioni. Le decisioni resterebbero nelle mani delle autorità nazionali e locali. Il regolamento proposto crea, invece, un quadro comune per individuare le aree sottoposte a forte pressione abitativa e per verificare che eventuali misure siano giustificate, proporzionate, non discriminatorie e sottoposte a revisione. Il provvedimento interessa direttamente anche le locazioni turistiche. Nelle aree dove sia dimostrato un impatto significativo sulla disponibilità o sull’accessibilità economica delle abitazioni, le autorità potrebbero adottare misure sugli affitti brevi nel rispetto delle condizioni europee. La proposta affronta, inoltre, seconde case e immobili lasciati vuoti per lunghi periodi. Il dossier non si limita tuttavia alle restrizioni. La Commissione Europea accompagna la proposta della nuova legge con indicazioni per aumentare l’offerta, attraverso nuove costruzioni, recupero e riconversione degli edifici, semplificazione delle procedure urbanistiche e autorizzative e maggiori investimenti nell’edilizia sociale, accessibile e studentesca.

Il confronto politico resta aperto: alcuni gruppi politici in seno al Parlamento Europeo hanno definito la crisi abitativa una “emergenza sociale” e chiesto maggiore spazio d’azione per gli enti locali contro speculazione e pressione degli affitti brevi. Sul fronte dell’industria, invece, piattaforme e associazioni del settore hanno contestato l’enfasi sugli affitti turistici, sostenendo che il problema fondamentale sia l’insufficiente offerta complessiva di abitazioni. Va sottolineato che l’Affordable Housing Act non è ancora legge: la proposta dovrà essere esaminata e negoziata dal Parlamento Europeo e dagli Stati membri. Il dibattito di Strasburgo, pertanto, segna una delle prime tappe politiche di un dossier destinato a entrare nel confronto europeo sulla casa nei prossimi mesi.
Rosaria Anna Gerardi