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Prezzi del gas in aumento del 140% dalla fine di febbraio, diesel raddoppiato e una bolletta aggiuntiva da 100 miliardi di euro per le importazioni di combustibili fossili. È il quadro tracciato dalla presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, davanti alla plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, nel dibattito dello scorso 6 ottobre 2026 in preparazione del Consiglio Europeo del 15 e 16 ottobre 2026 che si terrà a Bruxelles.

Von Der Leyen ha aperto il suo intervento in Aula a Strasburgo proprio dall’aumento dei costi energetici, sottolineando le conseguenze per famiglie e imprese e avvertendo che le difficoltà potrebbero intensificarsi con l’arrivo dell’inverno. Secondo i dati citati dalla presidente, l’Europa sta spendendo circa 100 miliardi di euro in più per importare combustibili fossili senza ricevere, a fronte di questa maggiore spesa, quantità aggiuntive di energia.

La Commissione Europea punta ad interventi immediati, ma anche ad una risposta strutturale. Von der Leyen ha ricordato “AccelerateEU”, ovvero il piano d’emergenza e di riforme presentato dalla Commissione lo scorso 22 aprile 2026 per contrastare la crisi energetica e il rincaro dei prezzi legato alle tensioni in Medio Oriente e alla dipendenza dai combustibili fossili proprio dopo l’inizio del blocco dello Stretto di Hormuz e il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato destinati ai settori industriali maggiormente colpiti, che Bruxelles intende prorogare. Sono previste, inoltre, opzioni per sostenere le famiglie più vulnerabili.

Sul fronte dell’offerta, la presidente ha inoltre ricordato l’accordo raggiunto dai Paesi del G7 per liberare 100 milioni di barili di diesel e petrolio greggio, con l’obiettivo di contribuire alla stabilizzazione dei prezzi mondiali. Bruxelles intende inoltre concedere agli esportatori un ulteriore anno di flessibilità nell’applicazione delle norme sul metano e istituire una nuova task force per aggregare la domanda energetica europea. Ma per Von Der Leyen la risposta di lungo periodo passa soprattutto dalla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili importati. L’obiettivo indicato a Strasburgo dall’esecutivo è sostituirli progressivamente con elettricità pulita prodotta in Europa, aumentando al tempo stesso la capacità delle reti.

Nel 2025, ha ricordato la presidente, nell’Unione Europea sono stati installati 80 gigawatt di nuova capacità rinnovabile. Una quantità sei volte superiore sarebbe però ancora in attesa di connessione alla rete. Da qui la richiesta di accelerare sul pacchetto europeo per le reti elettriche, considerato essenziale per utilizzare pienamente la nuova capacità produttiva. Da ultimo, va sottolineato che il dossier energetico si intreccia con il negoziato sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione Europea. Von Der Leyen ha avvertito contro forti tagli al quadro finanziario, sostenendo che gli investimenti necessari nell’energia sono una delle ragioni per dotare l’Unione di risorse adeguate alle priorità concordate. Il tema della competitività e dei prezzi energetici era già stato indicato dal Consiglio Europeo come una priorità sulla quale tornare nella imminente riunione di metà ottobre.
Rosaria Anna Gerardi