La qualità delle leggi si misura anche nella capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini. È il tema al centro della presentazione del Rapporto sulla legislazione 2026, tra Stato, Regioni e Unione Europea, ospitata nell’aula del Consiglio Regionale del Lazio, alla Pisana. Un appuntamento di confronto tra rappresentanti delle istituzioni e studiosi sul lavoro delle assemblee legislative e sul rapporto tra produzione normativa e territori.
A concludere i lavori è stato Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio e coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, che ha indicato nel dialogo oltre le appartenenze politiche una condizione per migliorare la qualità delle norme. “Il confronto, il dialogo, al di là delle logiche di appartenenza politica, possa consentire di migliorare la qualità normativa”, ha dichiarato, richiamando come obiettivo il bene delle comunità e la necessità di offrire risposte puntuali alle istanze dei cittadini.
Alla presentazione sono intervenuti Anna Ascani, vicepresidente della Camera dei deputati e presidente del Comitato di vigilanza sull’attività di documentazione, e Riccardo De Corato, presidente del Comitato per la legislazione della Camera. Il contributo accademico è stato affidato a Francesco Clementi, professore ordinario di Diritto pubblico comparato alla Sapienza di Roma, e a Giulio Maria Salerno, professore ordinario di Diritto costituzionale e pubblico all’Università di Macerata. Presenti anche i presidenti dei Consigli regionali della Calabria, Salvatore Cirillo, e della Sardegna, Piero Comandini, insieme a segretari generali e dirigenti delle assemblee regionali.
Nel suo intervento, Aurigemma ha insistito sul ruolo dei Consigli regionali come sedi della rappresentanza democratica, chiamate a rafforzare il legame con le comunità. Il Rapporto, in questa prospettiva, diventa uno strumento di conoscenza a sostegno delle scelte legislative: una raccolta di informazioni utile, ha sottolineato il presidente, a“orientare la nostra attività alla ricerca di soluzioni adeguate, al fine di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini”. Un richiamo alla responsabilità di tradurre il confronto istituzionale in norme capaci di incidere sulla vita dei territori.
