Anche nel carcere di Cassino è scoppiata una violenta protesta da parte dei detenuti. La stessa è ancora in atto ed è la seconda in poche ore in una struttura penitenziaria della ciociaria, dopo quella nel carcere di Frosinone in seguito alla morte di un detenuto di 62 anni che si trovava all’interno di quest’ultima struttura. Nella struttura San Domenico i detenuti hanno incendiato dei materassi ed altri suppellettili e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco, ma non solo, perchè sono stati anche rotti i vetri blindati del corpo di guardia e tutte le luci del corridoio. Inoltre i detenuti hanno anche allagato la sezione con gli idranti e hanno tentato di sottrarre le chiavi all’agente di servizio, minacciandolo con dei punteruoli rudimentali. Secondo quanto riporta l’Ansa che ha lanciato la notizia, la struttura è stata circondata da polizia e carabinieri, con l’obiettivo di evitare dei tentativi di evasione a seguito dei disordini. Ad essere coinvolta in ciò che è stato raccontato fin qui,  è la Seconda sezione del carcere di Cassino e data la gravità della situazione, stata richiesta la mobilitazione del Gruppo di Intervento e sono anche state richiamate le unità di personale che erano a riposo. Anche qui, come a Frosinone,  il sindacato competente Fns Cisl Lazio fa sapere che nella struttura c’è una grave carenza di organico. “Mancano 35 unità di Polizia Penitenziaria e il tasso di sovraffollamento della struttura è del 169% “al punto di essere compreso tra le 20 strutture più affollate d’Italia” spiegano sempre dal sindacato.

Proprio ieri, lunedì 2 settembre, il presidente della regione Lazio Francesco Rocca aveva visitato il penitenziario romano di Regina Coeli, anch’esso sovraffollato di detenuti e sotto organico.