La Regione Lazio il 18 u.s. ha respinto la richiesta di proroga per la realizzazione della discarica di Tor Tignosa, a Roma sud, presentata dalla società Seipa Srl, mettendo così fine a un iter che aveva sollevato forti preoccupazioni tra i cittadini e le forze politiche. La decisione, arrivata dopo mesi di pressing da parte dei comitati di quartiere e dell’opposizione, è stata accolta con soddisfazione dal Movimento Cinque Stelle, che aveva più volte chiesto al sindaco Roberto Gualtieri di bloccare il progetto. Virginia Raggi e Carla Canale, capogruppo della Civica Raggi in IX municipio, hanno espresso pubblico ringraziamento all’ente regionale per aver tutelato la salute dei residenti e rispettato i vincoli ambientali. L’area interessata, in località Santa Palomba, confina con il comune di Pomezia ed è prossima a insediamenti residenziali di recente costruzione, tra cui il quartiere Roma II, e a un istituto comprensivo situato a soli duecento metri dal sito ipotizzato. Il Piano rifiuti regionale del 2020 prevede infatti vincoli stringenti per la collocazione di discariche in presenza di aree abitate, scuole o verde pubblico. La Seipa aveva ottenuto nel 2025 una prima proroga fino al 2030 per presentare la Valutazione di Impatto Ambientale, ma la Regione ha ora ritenuto inammissibile proseguire il procedimento. L’assessora capitolina Sabrina Alfonsi aveva già chiarito che l’impianto non era funzionale al termovalorizzatore previsto a Santa Palomba, né rientrava nel piano rifiuti di Roma Capitale. I comitati locali, che si erano costituiti come portatori di interesse, avevano partecipato attivamente alla Conferenza dei Servizi e richiesto incontri istituzionali per opporsi al progetto, denunciando il rischio di un nuovo scempio ambientale. Il M5S ha ricordato che tra i rifiuti previsti figuravano ceneri pesanti e leggere, e fanghi industriali, non classificabili come innocui. Con questa decisione la Regione dà seguito a un principio di precauzione largamente invocato dai cittadini, ribadendo la priorità della salute pubblica sulle esigenze gestionali delle società di smaltimento. Gualtieri e Di Salvo, pur non essendo direttamente coinvolti nella decisione regionale, sono ora chiamati a rassicurare i quartieri sulle strategie future di gestione dei rifiuti. Il caso Tor Tignosa conferma come la partecipazione civica e la vigilanza politica possano incidere sui processi decisionali, anche quando sembrano già avviati. Resta aperta la questione dello smaltimento delle ceneri derivanti dagli inceneritori, ma la bocciatura della discarica impone ora una riflessione più ampia sul ciclo dei rifiuti nella città metropolitana.
Gabriele Steri
