L’Unione europea rafforza il coordinamento sanitario sull’epidemia di Ebola in Africa centrale, ma esclude per il momento l’introduzione di nuove restrizioni ai viaggi o controlli straordinari alle frontiere. È questa la principale conclusione emersa dalla videoconferenza straordinaria dei ministri della Salute dei Ventisette, convocata lo scorso venerdì 5 giugno dalla presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea per valutare la situazione epidemiologica e il livello di preparazione degli Stati membri.
Secondo il resoconto ufficiale diffuso nel tardo pomeriggio dal Consiglio dell’Unione europea, i ministri hanno concordato sulla necessità di mantenere un elevato livello di vigilanza e di rafforzare ulteriormente la cooperazione tra i Paesi membri, condividendo informazioni, procedure e buone pratiche per affrontare eventuali minacce sanitarie transfrontaliere. Al centro del confronto vi è stata l’epidemia di Ebola causata dal ceppo Bundibugyo che sta interessando alcune aree dell’Africa centrale. Durante la riunione, gli Stati membri hanno illustrato le misure di preparazione alle crisi sanitarie già adottate a livello nazionale e discusso le modalità per migliorare il coordinamento attraverso i meccanismi europei di gestione delle crisi.
I ministri hanno, inoltre, confermato il sostegno alle valutazioni scientifiche e alle raccomandazioni formulate dal Centro Europeo di Prevenzione e Controllo delle Malattie (ECDC) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). La valutazione dell’ECDC, richiamata durante l’incontro, indica che il rischio di diffusione dell’infezione nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo resta attualmente “molto basso”.
Proprio sulla base di questa valutazione, non sono state annunciate misure aggiuntive quali screening obbligatori, limitazioni agli spostamenti internazionali o controlli sistematici alle frontiere. La strategia condivisa dai ministri punta invece a un monitoraggio costante dell’evoluzione epidemiologica e a una risposta coordinata qualora il quadro dovesse cambiare.
Tra gli obiettivi indicati figura anche il sostegno finanziario ai Paesi colpiti dall’epidemia, considerato un elemento essenziale per contenere il contagio alla fonte e ridurre il rischio di diffusione internazionale della malattia.
Il presidente della riunione straordinaria, il ministro della Salute di Cipro Neophytos Charalambides, ha sottolineato che la condivisione delle competenze, delle esperienze e delle lezioni apprese rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare la resilienza collettiva europea di fronte alle emergenze sanitarie.
Le aspettative per le prossime settimane restano, pertanto, focalizzate sull’evoluzione dell’epidemia in Africa centrale e sugli aggiornamenti scientifici forniti dall’ECDC e dall’OMS.
L’Unione europea, almeno per il momento, sceglie una linea improntata alla prudenza: nessun allarme, nessuna misura straordinaria, ma una preparazione rafforzata e una stretta cooperazione tra gli Stati membri per reagire rapidamente a eventuali sviluppi futuri.
Per prendere visione delle principali conclusioni del vertice straordinario dei ministri della Salute: link.
A cura di Rosaria Anna Gerardi
