La Cina compie un nuovo passo verso la decarbonizzazione del comparto industriale con il lancio della prima selezione nazionale dedicata ai “leader dell’efficienza carbonica”. L’iniziativa, promossa dal Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione insieme ad altre due agenzie governative, punta a incentivare la riduzione delle emissioni e il miglioramento dell’efficienza energetica nelle principali filiere produttive del Paese.
Nella fase iniziale saranno coinvolti cinque comparti considerati strategici: produzione di alluminio elettrolitico, clinker per cemento, ammoniaca sintetica, etilene e metanolo. Le aziende che si distingueranno per le migliori prestazioni ambientali potranno ottenere il riconoscimento ufficiale di “leader dell’efficienza carbonica”, destinato a valorizzare le realtà più avanzate nella transizione verso modelli produttivi sostenibili.
L’iniziativa si inserisce nell’evoluzione del programma già avviato dalla Cina per premiare le imprese più virtuose sul fronte dell’efficienza energetica. Nelle precedenti otto edizioni sono state riconosciute 224 aziende appartenenti a 35 sottosettori industriali. Oggi il progetto si estende a 43 comparti, includendo anche nuove attività produttive come quelle dell’acido solforico industriale e dell’acido acetico glaciale.
Per ottenere la certificazione, le imprese dovranno rispettare rigorosi criteri ambientali, tra cui il raggiungimento di specifici livelli di utilizzo di energia verde e l’assenza di processi produttivi, macchinari o prodotti inseriti nell’elenco nazionale delle tecnologie vietate o destinate all’eliminazione.
Secondo Chen Daji, vice direttore dell’Istituto cinese per la standardizzazione elettronica, il programma rappresenta uno strumento fondamentale per accelerare la trasformazione sostenibile dell’industria, favorendo interventi strutturali orientati al risparmio energetico e alla progressiva riduzione delle emissioni di carbonio.
