In un tempo segnato da contrapposizioni sempre più aspre, l’UDC sceglie Roma per rilanciare il valore del dialogo e della partecipazione politica. Prende il via oggi, sabato 12 settembre, al Crowne Plaza Rome – St. Peter’s, la Festa nazionale UDC 2026, che proseguirà fino a domenica 13 settembre riunendo rappresentanti del Governo, amministratori, esponenti del centrodestra, studiosi e parti sociali.
“L’Italia ha bisogno di te” è il messaggio scelto per una manifestazione che intende andare oltre i confini del tradizionale appuntamento di partito. La festa vuole infatti rappresentare uno spazio aperto di confronto sui grandi temi che attraversano il Paese: dalla natalità alla casa, dal lavoro giovanile alla tutela degli anziani, fino al fisco, alla sanità, alla sicurezza e alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.
Ad aprire i lavori saranno, tra gli altri, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, la presidente del gruppo parlamentare UDC Michaela Biancofiore e il presidente del Consiglio nazionale del partito Lorenzo Cesa. È previsto inoltre un videomessaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Particolare rilievo assumerà il confronto sul ruolo politico del centro, chiamato a misurarsi con populismi e radicalismi, mentre una tavola rotonda riunirà esponenti delle principali forze della coalizione attorno al tema della stabilità e della nuova legge elettorale. Nel corso delle due giornate sono attesi, in presenza o in collegamento, anche Antonio Tajani, Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, Paolo Zangrillo, Maurizio Lupi, Paola Binetti e numerosi amministratori locali.
Il valore della Festa nazionale risiede soprattutto nel tentativo di restituire alla politica la capacità di ascoltare, coinvolgere e costruire soluzioni, rafforzando il rapporto tra cittadini e istituzioni. Un impegno sintetizzato dalle parole del segretario nazionale Antonio De Poli: “L’Italia oggi ha bisogno di responsabilità, non di estremismi. Di dialogo, non di contrapposizioni. Di futuro, non di paura”.
Accanto ai dibattiti, troveranno spazio la voce dei territori, il contributo delle donne e la partecipazione di dirigenti, giovani e volontari. Per l’UDC, la festa diventa così un momento di comunità e di proposta politica, nel segno di un centro moderato che rivendica il proprio ruolo all’interno del centrodestra e guarda alle sfide future del Paese.