Rafforzare i controlli e la cooperazione tra Paesi europei per proteggere i pazienti dai medicinali illegali e falsificati venduti su Internet. Questo l’oggetto del dibattito arrivato lo scorso lunedì 5 ottobre 2026 nell’Aula del Parlamento Europeo a Strasburgo, dal titolo “Proteggere i pazienti dai medicinali illegali e falsificati venduti online: rafforzare l’applicazione delle norme e la cooperazione transfrontaliera”. Il problema riguarda direttamente la sicurezza dei cittadini. La Commissione Europea ha ricordato, durante il dibattito, che i medicinali falsificati possono essere presentati come prodotti autentici pur contenendo sostanze di qualità scadente o tossiche, oppure principi attivi in dosaggi errati. Non essendo sottoposti ai controlli previsti per qualità, sicurezza ed efficacia, possono rappresentare un serio rischio per la salute di tutti i cittadini.

Internet ha ampliato il terreno d’azione del commercio illegale. L’Agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione giudiziaria (Eurojust) sottolinea, infatti, che molti servizi online sono privi di regolamentazione o che sono gestiti da soggetti criminali che vendono medicinali falsificati o non autorizzati. Sempre secondo questa agenzia europea, il mercato dei medicinali falsificati (o non autorizzati) costituisce anche una fonte di reddito per la criminalità organizzata, favorita dagli elevati margini di profitto e dalle differenze nell’applicazione penale delle norme all’interno dell’Unione Europea.

L’allarme riguarda anche le modalità con cui questi prodotti vengono pubblicizzati. L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha segnalato la diffusione nell’Unione Europea di medicinali illegali promossi attraverso siti fraudolenti e social media, anche mediante false dichiarazioni e falsi endorsement delle autorità sanitarie. I rischi comprendono fallimento delle terapie, effetti indesiderati gravi e interazioni pericolose con altri farmaci.

Nel dibattito politico in Aula a Strasburgo emerge, quindi, anche la questione della responsabilità dell’ambiente digitale. Alcuni eurodeputati appartenenti alla commissione Mercato interno e protezione dei consumatori (IMCO), hanno chiesto che le piattaforme online non consentano la vendita di prodotti sanitari illegali, richiamando la necessità di un’applicazione efficace della normativa europea sui servizi digitali.

L’Unione Europea dispone già di strumenti specifici per la lotta a questo crescente fenomeno. La direttiva sui medicinali falsificati, in vigore dal 2013, ha introdotto misure armonizzate contro la falsificazione. Per le farmacie e i rivenditori online autorizzati esiste inoltre un logo comune europeo: selezionandolo, il consumatore deve essere indirizzato al registro dell’autorità nazionale competente, dove può verificare che il venditore sia effettivamente autorizzato.

È proprio il carattere transfrontaliero delle vendite online a rendere centrale il confronto presso la sede di Strasburgo: accanto alle regole già esistenti, la questione posta all’Europarlamento è come renderne più efficace l’applicazione e rafforzare la cooperazione tra le autorità nazionali contro un mercato illegale che sul web supera facilmente i confini degli Stati membri.

Rosaria Anna Gerardi