La sconfitta della Roma in casa del Manchester United in Champions League parte da una mossa tattica di Gasperini. Ecco quale

di Leonardo Tardioli

 

Il giorno dopo la sconfitta dell’Old Trafford con la seconda rimonta subita in quattro partite di Champions League, resta l’amaro in bocca in casa Roma per quello che poteva essere e non è stato. Una vittoria sfumata negli ultimi 10 minuti che potrebbe anche rivelarsi decisiva per i punti persi contro il Manchester in ottica passaggio del turno e che non è da sottovalutare. Il risultato maturato ha ragioni ben precise che vanno oltre il calcio di rigore dubbio assegnato dall’arbitro Gil Manzano che ha riaperto la sfida anzi, questo episodio arriva proprio in funzione della scelta tattica di Gasperini che ha cambiato in negativo la partita: quella che ha visto l’ingresso di Pisilli per Mora ad inizio ripresa che ha snaturato la squadra.

Il momento chiave

Analizzando quanto accaduto nel secondo tempo tra Manchester e Roma dobbiamo partire necessariamente da lì. Ad inizio ripresa Gasperini toglie Rodrigo Mora che aveva servito a Soulè l’assist del vantaggio e aveva messo in condizione di calciare lo stesso argentino nell’azione che ha portato al rigore trasformato da Malen. Il cambio in questione ha tolto tanto alla Roma, soprattutto in chiave offensiva. La squadra infatti si è schierata con un 3-5-2 o 3-5-1-1 che dir si voglia, pensando più a difendere il momentaneo 0-2 e cercando allo stesso tempo di continuare a pressare. Game over. Squadra lunga, buchi tra i reparti e praterie che lo United ha saputo sfruttare ribaltando il risultato. La Roma ha faticato a restare alta e come ha ammesso Gasperini nel dopo-gara ha “perso i riferimenti” nelle marcature avversarie. I giallorossi faticavano a tenere la sfera anche in virtù del pressing dei padroni di casa e in pochi casi hanno superato la metà campo prima dello sterile assalto finale in cerca del 3-3.

Cosa ha tolto alla Roma questa mossa

La Roma ha smesso di attaccare e ha perso tutta la pericolosità offensiva che aveva dimostrato nel primo tempo. Nei primi 45 minuti infatti, i giallorossi erano riusciti a far male allo United attraverso le fasce e sfruttando l’ampiezza. I movimenti in profondità di Malen aprivano molti spazi che Mora e Soulè hanno saputo sfruttare e ne sono una prova, come scritto, le azioni da cui sono arrivati i due gol. Cambi di gioco precisi con entrambi i piedi del portoghese per l’argentino che stringeva verso il centro lasciando spazio alle sue spalle agli inserimenti di Rensch e Lulli. L’azione veniva accompagnata spesso anche da Cristante che permetteva alla Roma di attaccare con quattro o cinque giocatori a seconda dei casi. Di conseguenza il Manchester doveva difendersi e faticava a contenere. Infatti la Roma aveva sfiorato anche il terzo gol in diverse circostanze fino all’intervallo, con l’occasione più pericolosa capitata a Soulè nel recupero dove l’argentino aveva calciato dal limite sfiorando il palo.

Difesa di sistema a seconda dei ruoli

Il punto chiave nel calcio in generale è proprio questo. Una squadra si difende attraverso un sistema e può farlo anche con tre punte e non necessariamente inserendo un centrocampista per un attaccante. L’ordine tattico, nel senso di squadra ben disposta in campo, è fondamentale e si può avere anche con più attaccanti che di conseguenza tengono alta la squadra, impedendo o quasi all’altra di giocare. Per caratteristiche di gioco, le squadre di Gasperini sono proprio portate a disporsi così e a difendersi attraverso il pressing fatto con tre giocatori offensivi. Cambiare un elemento cercando di contenere porta a quanto successo all’Old Trafford, cosa non nuova per il tecnico di Grugliasco che aveva vissuto situazioni simili anche con l’Atalanta, anche non subendo rimonte come quella contro gli inglesi, ma snaturandosi e non giocando. Solo il futuro a partire dalla partita di sabato 7 novembre alle 20.45 contro il Sassuolo, ci dirà se in casa giallorossa avranno imparato la lezione. La stagione è ancora lunga e rammaricarsi ormai non serve, considerando la buona posizione di classifica e l’imbattibilità di queste prime 10 giornate di campionato.