L’arrivo, il progetto e i tifosi
Si parte dai primi contatti tra le parti e di come Gasperini si sia convinto della validità del progetto romanista che ha deciso di sposare dopo 9 stagioni da allenatore dell’Atalanta fatte di tanti successi e di una grande dimensione data al club: “Ci sono stati i primi contatti con Claudio (Ranieri ndr ) che mi ha descritto benissimo la realtà di Roma e del club. Poi ho incontrato la proprietà e ho visto che hanno grande entusiasmo. Loro spendono molto tempo sulla Roma e hanno progetti ambiziosi che fino a questo momento hanno fatto fatica a raggiungere. Sappiamo bene della situazione del fair play finanziario, la proprietà è molto forte e hanno voglia di investire e di portare Roma in alto e mi sembra sufficiente”. Ecco poi una considerazione su Roma e sui possibili timori di come sarà accolto dalla piazza: “Da quando sono arrivato mi mettete in guardia sulla situazione che a Roma sia difficile raggiungere obiettivi calcisticamente. Questa è una forza e non una debolezza. Vedo da fuori un grande entusiasmo e una grande voglia di calcio e di raggiungere obiettivi. Tutte queste forze vanno incanalate nel modo migliore. Possiamo correggere qualcosa che consenta alla Roma di essere competitiva. Se il Napoli ha vinto 2 scudetti in 3 anni e il Psg la Champions, vuol dire che si possono fare risultati non solo a Torino e Milano. Bisogna costruire nel modo giusto e mettere situazioni nella spinta giusta. Se riusciamo a fare questo siamo un pò più forti”. Poi si parla del feeling con i tifosi: “È inutile nascondersi, ciò che conta sono i risultati. Noi dobbiamo porci l’idea di quello che ha spinto in modo forte questa realtà e che possiamo alzare il livello. Se parto da risultati di Ranieri sono stati straordinari. Significa che ciò che conta di più di tutti è la squadra e lui ha dato una dimostrazione fondamentale. I giocatori erano in difficolta di risultati, ed è stato molto bello vedere quelli che erano in panchina come aiutavano i compagni ed è la base da cui partire e su cui spingere”.
I giocatori e i risultati
Il discorso si sposta poi sui singoli calciatori della Roma a partire da Paulo Dybala e di un suo possibile cambio di fisionomia: “Spero di non cambiare Dybala, va bene cosi. Spero che stia bene e che abbia sempre un buona salute e sia in condizione. Lui come gli altri giocatori. C’è un prospetto di squadra che deve essere identificata in tutti i componenti che spingono tutti nella stessa direzione. Poi ci sono i singoli che con lo staff ci mettiamo a disposizione per migliorare. Se si alza il livello dei singoli si alza livello squadra. Aver fatto tanto settore giovanile mi ha aiutato a lavorare sulla prospettiva dei giocatori. Dybala quando sta bene è un grande giocatore”. Poi un paragone tra i grandi attaccanti allenati nelle sue passate esperienze, come ad esempio Milito, Zapata e Scamacca e quelli in forza alla Roma come Abraham e Dovbyk e quanto possa incidere il gioco di Gasperini sulle loro medie realizzative. “Quelli erano giocatori forti – risponde il neo-allenatore giallorosso – non penso di aver mai dato di più di quello che già avevano. Qualche merito che posso prendermi è di aver tirato fuori qualità che già avevano. I tanti gol sono un modo di interpretare il gioco. Noi partiamo da quello che c’è. Poi le valutazioni di mercato si faranno strada facendo”. Qui viene posta anche una domanda a Ranieri su come sia nata e si sia sviluppata la trattativa tra la Roma e Gasperini. Questa la risposta: “L’ho chiamato e gli ho chiesto se poteva interessargli la panchina e poi a fine campionato siamo stati sorpresi a Firenze. C’è stata subito sintonia, è una persona con voglia di far bene ed è super motivato ed entusiasta. Io sono particolarmente contento e soddisfatto. Bisogna lavorare e i ragazzi devono capire che ci sarà un cambio di mentalità”. Ecco dove può arrivare la Roma secondo Gasperini e su cosa si aspetta dal suo triennio in giallorosso: “Penso che il risultato massimo sarebbe la qualificazione in Champions in questo momento. Non penso siamo in grado di vincere lo scudetto. Il traguardo migliore per me è rendere questa squadra più forte, con giocatori più possibili da nazionale. Costruire un nucleo più ampio per questa squadra e creare un nocciolo duro per inserire poi nel prossimo anno giocatori che possano alzare il livello e che ora non possono essere trattati. Aspiro a una squadra compatta che dia forza e continuità, solidità. In questo momento ci sono giocatori relativamente giovani, l’importante è avere un mix. Nella mia esperienza, anche vendendo dei pezzi, può essere una forza avere dei giocatori forti che creano un nucleo”.
Il mercato, Pellegrini, Soulè e il no alla Juve
Chiaro il pensiero di Gasperini sulle caratteristiche principali dei calciatori che cercherà sul mercato: “I giocatori devi costruirli in casa e prendere gli emergenti che hanno possibilità di crescere. Per essere da alto livello serve gente di quel tipo, giocatori di spessore e valore anche nelle coppe. Questo è il programma che si vuole arrivare a fare. Tutti questi ragazzi, età a parte, devono avere come obiettivo quello di fare la miglior stagione possibile della loro carriera. Non è ancora arrivato il momento di accontentarsi e gestirsi, anche hai 30 anni, non sei vecchio. Questo deve essere un pò lo spirito. Se riusciamo a mettere tutto questo abbiamo più chance. Parto da una base fortunata che fatto Claudio. Se subentrano quei valori, sono quelli veri che ti fanno raggiungere traguardi”. Restando in tema giocatori si parla poi di Pellegrini e Soulè e delle limitazioni che il Fair Play Finanziario imporrà alla Roma fino a giugno 2026: “Pellegrini e gli altri devono avere spirito e mentalità di fare la miglior stagione possibile. Soulè è un giocatore offensivo che deve fare gol o assist. Nel calcio moderno e conta essere squadra. Il Psg è straordinario, ha perso campionissimi e ha vinto la Champions con dei giovani forti e selezionati. Il calcio è questo. Il Napoli che ha vinto lo scudetto lo ha fatto da squadra. la Roma stessa è stata una squadra. Questi sono i principi. Il calcio cambia ad una velocita che non ci accorgiamo e devi andar forte. All’estero vanno forte”. Sull’altro tema risponde Ranieri: “Abbiamo dei paletti e dobbiamo rientrare entro il 30 giugno, ci siamo vicini ma manca qualcosina. Sono sicuro che riusciremo a rientrare in questi parametri che dovremo rispettare fino a giugno 2026 e da li possiamo operare con più tranquillità. La società si sta adoperando e non può mettere i soldi. Io sono fiducioso. Bisogna stringere i denti e trovare giocatori validi. Dobbiamo stimolare bene le idee e farci trovar pronti”. Infine il discorso Juve e il suo “No” ai bianconeri che si preparano ad abbracciare il Ds Ghisolfi, separatosi proprio oggi dalla Roma: “Ho avuto la sensazione che questa fosse strada giusta – dice Gasperini – al di là di tutti i rischi che mi vengono elencati. Credo che per la mia carriera, il mio modo di esprimermi e la capacita di incidere, poteva essere la situazione giusta da poter percorrere e ho ragionato su questo e messo davanti questa situazione. È quello che cerco e di cui ho bisogno in questo momento e ho la convinzione forte di aver fatto scelta giusta”.
