Terza vittoria casalinga consecutiva per la Lazio la quale, grazie al successo conseguito contro il Lecce per due reti a zero, torna ad alimentare il sogno europeo interrotto, dopo una serie di sei risultati utili di fila, dalla sconfitta subita a Milano contro l’Inter. La formazione biancoceleste, padrona del campo dall’inizio fino al termine della partita, regola la compagine salentina con una rete per tempo: nella prima frazione, un rocambolesco goal messo a segno dal centrocampista francese Guendouzi, siglato alla metà del tempo, squarcia il velo di una partita fino a quel momento dai ritmi soporiferi; nella ripresa, proprio negli ultimi secondi di gioco, il centravanti Noslin, da poco subentrato, suggella in rete un lungo passaggio del proprio portiere. Qualcosa sta cambiando all’interno dello spogliatoio biancoceleste: la squadra sembra essere più leggera dal punto di vista mentale e questo si nota dall’atteggiamento con il quale approccia le partite. La manovra offensiva, composta da una fitta ragnatela di passaggi, risulta più fluida rispetto al recente passato; i giocatori, infatti, sembrano finalmente cominciare a divertirsi. Nelle interviste rilasciate al termine della partita, il centrocampista Basic ha sottolineato proprio questo ultimo aspetto: il divertimento. Anche Maurizio Sarri, in genere contenuto in termini caratteriali rispetto all’esternazione delle emozioni, si è lasciato andare a più di un radioso sorriso. Questo non cancella, in un colpo solo, le problematiche che ancora attanagliano la Lazio: ingente quantità di infortunati; incertezza sull’eventuale possibilità di effettuare il mercato in sede invernale, nonché l’ultima novità in ordine di tempo: la contestazione dei tifosi nei confronti della società. Lo stadio semivuoto ha reso l’atmosfera, in termini visivi, complice il freddo, quasi spettrale. Ma a questa Lazio non manca di certo il cuore: talvolta si ha l’impressione che maggiormente si acuiscano le difficoltà, più questa squadra risorga, come l’araba fenice, dalle proprie ceneri ogni volta più forte e compatta di prima.

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Roberto Incanti