Ancora un gravissimo atto sacrilego scuote le comunità parrocchiali della Capitale, questa volta nel cuore del quartiere Corviale. Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 27 maggio, un gruppo composto da quattro vandali si è intrufolato all’interno della parrocchia di San Paolo della Croce, situata in via Poggio Verde nel territorio del municipio Arvalia, mettendo a segno una violenta e disgustosa profanazione dell’edificio sacro.
I malviventi hanno agito indisturbati per diversi minuti all’interno della struttura, devastando i simboli religiosi: hanno rovesciato l’olio santo sul pavimento, imbrattato la tovaglia dell’altare maggiore utilizzando un pennarello e danneggiato gravemente un’immagine sacra raffigurante la Madonna.
Come se non bastasse, il gruppo ha completato lo scempio lasciando delle feci sul pavimento del bagno della parrocchia. Il piano della banda è stato interrotto solo dall’improvviso arrivo del viceparroco che, insospettito dai forti e insoliti rumori provenienti dalla navata, è intervenuto mettendo in fuga i quattro e allertando immediatamente il numero unico di emergenza 112.
Le indagini e i precedenti choc a Roma
Sul luogo della profanazione sono intervenuti d’urgenza gli agenti del commissariato San Paolo e il personale della polizia scientifica, che hanno avviato i rilievi biologici e fotografici per individuare tracce utili a identificare i componenti del commando. Per consentire lo svolgimento delle indagini e i necessari accertamenti tecnici, le autorità hanno disposto la temporanea chiusura al pubblico della chiesa di via Poggio Verde.
L’episodio del Corviale riaccende violentemente l’allarme sulla sicurezza e sui raid mirati contro i luoghi di culto a Roma, presentando inquietanti analogie con altri fatti di cronaca recente. Lo scorso settembre, un simile scenario di degrado aveva colpito la centralissima Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove erano state lanciate delle feci contro i preziosi affreschi storici. Appena due mesi più tardi, a novembre, la stessa identica e macabra scoperta era stata fatta sull’altare della parrocchia di San Nicola di Bari a Ostia. Gli investigatori sono ora al lavoro per capire se dietro questi ripetuti atti vandalici e sacrileghi possa esserci la firma della stessa mano o un fenomeno di emulazione.
Damiano Lalli
